12.11.13

Donne che “tagliano” troppo

Archiviato in Argomenti vari taggato , , , , at 16:31 by vaniglia

E’ difficile trovare quello giusto, e per ben interpretare cosa intendo per difficile, paragonatelo al farvi la ceretta ai baffetti sorridendo. Trovare quello che fa ciò che promette, che realizza i nostri desideri, che sa ascoltarci, capirci e soprattutto valorizzarci, sembra ed è un’impresa titanica.

Lo cerchiamo con una speranza nel cuore che ne va della nostra gioia, della nostra autostima, gli mettiamo in mano la parte più delicata di noi, le nostre speranze e ambizioni, ci fidiamo ciecamente e anche se ci ha deluse una volta, noi imperterrite lo richiamiamo per un appuntamento, gli diamo un’altra opportunità,  sperando che stavolta ci faccia il taglio dei nostri sogni. Già perchè è del parrucchiere che sto parlando, l’uomo dei sogni è complicato da trovare è vero, ma il parrucchiere che ti soddisfa al 100% rasenta il miracolo.

Purtroppo è lui che ha la forbice dalla parte del manico, non importa quante volte hai googlato il taglio dei capelli che volevi per mostrarglielo, non importa se hai portato ciocche ti capelli veri strappati a delle passanti che avevano il colore che volevi tu, il risultato sarà sempre quello che pensava lui non quello che speravi tu.

Se pensate che una donna riponga mille speranze e aspettative in un partner, sappiate che sono infinitesimali in confronto a quelle che ripone nel suo parrucchiere. Il parrucchiere è l’ancora di salvezza dopo che una storia finisce male, dopo una settimana storta, o la speranza che riponi prima di un appuntamento, ha in mano il tuo destino, i tuoi mesi avvenire, perchè tu con quei capelli ci devi affrontare la vita di ogni giorno, e se sbaglia non è una delusione che puoi nascondere dietro un sorriso, no, un taglio pessimo non lo nascondi nemmeno sotto un cappello.

A peggiorare la già tragica situazione impari che vede da un lato il parrucchiere che è convito di aver capito cosa vuoi e dall’altro tu che sei convinto di esserti spiegata con tanto di grafici del colore e diagrammi di taglio, si agigungono le nuove tendenze e a le icone di stile.

Le tendenze, spiegate brevemente, sono delle mode che durano la media di una stagione e cercano di convincerti che un taglio asimmetrico, scalato,scolpito, destrutturato,spettinato sia quello che ti serve per essere glamour, e intendi bene, glamour tradotto in italiano non vorrà mai e sottolineo mai dire “che dona al tuo viso/lineamenti/età”.

Le icone di stile invece sono attrici e cantanti varie ed eventuali che spendono fior di quattrini da parrucchieri con la P maiuscola per essere pettinate e acconciate in maniera glamour, e in questo caso sì, glamour si traduce in “qualcosa che dona al loro viso/lineamenti/età”. Solitamente spaziano da un capello corto e un raperonzolo in 24h cosa che tu non farai nemmeno in un ‘altra vita, da un castano cioccolato a un viola stile mucca della milka senza che la chioma appaia mai neanche lontamante rovinata.

Questi due fattori messi insieme influenzano negativamente il tuo parrucchiere che dopo  eventuali corsi di aggiornamento, durante i quali ha tagliuzzato allegramente parrucche e tinteggiato sentendosi il Michelangelo della chioma, torna dalle sue clienti con quell’atteggiamento che lo fa asserire di sapare esattamente quello che vuoi e come lo vuoi e nel momento in cui tu ti azzardi a dire che volevi solo una spuntatina, stai pubblicamente schiaffeggiando il suo ego artistico.

Quindi ti ritrovi a sfogliare giornali di modelle con frangette asimmetriche e meches viola, e siccome l’ultimo shatush che hai fatto sembrava quello di belen le prime tre settimane, poi lei ha continuato a essere fica, tu con le tue doppiepunte una scopa di saggina, ti convinci che devi fare qualcosa di nuovo per cambiare e fai quell’errore che nemmeno richiamare il tuo ex dopo che si è fatto la tua migliore amica è tanto grave, pronunci quelle due paroline che nessuna donna sana di mente dovrebbe mai dire:  “fai-tu”.

Si potrebbero scrivere libri sui drammi vissuti da donne che hanno osato pronunciare queste parole, bionde diventate nere corvino, more convinte con chiome platino, capelli rasati da un lato e dall’altro no, se ne potrebbe parlare per secoli, le più fortunate riescono perfino a piacersi li per li, quella cosa che poi ti ritrovi a dire “mi piacciono solo se mi fa la piega la parrucchiera”, il che è una consolazione pari all’essere si lasciate dal marito, ma perchè è gay. Le più sfortunate invece si fanno schifo già li al momento, ancora fumanti si phon, ancora intossicate di lacca guardandosi allo specchio già hanno ben chiaro che hanno appena speso 50 Euro per tenere i capelli legati almeno per i prossimi cinque mesi.

Purtroppo per noi gli errori del parrucchiere sono un po’ come i dolori del parto, dice che poi te li scordi altrimenti nessuna farebbe il secondo figlio, a quanto pare ci si scorda anche di questi scempi della chioma e si torna di nuovo da loro e siccome anche io non sono immune da questo errore oggi, dopo l’ennesimo taglio killer ho deciso di scrivere una lista delle cosa da non fare dal parrucchiere, dove ho elencato tutti gli sbagli fatti e da non ripetere e se non bastasse ho dato disposizioni per la prossima volta che andrò a fare i capelli: imbavagliata e munita di cartello “voglio solo spuntarli un paio di cm”.

12.09.13

Struccate e contente

Archiviato in Argomenti vari at 08:22 by vaniglia

Ammetto che una volta mi piacevano proprio, le andavo a cercare avidamente, specialmente nel periodo estivo costellato da prove costume che ti mettono più ansia di non so nemmeno io cosa, parlo delle foto delle vip struccate, spettinate, sciancate e con la cellulite.

Servono, queste foto servono pensavo, servono a risollevare l’autostima della maggiorparte delle donne medie, che non hanno nessuno che si occupi di farle belle, nessuno che le trucca, le pettina e le veste ogni giorno, nessuno che le fotografa e poi le ritocca più di quanto non si debba fare con la Cappella Sistina.

Dopo paginate di riviste che parlano di come queste donne si rimettano in forma dopo il parto con la stessa velocità con cui sono rimaste incinte, dopo foto e foto di statuarie donne in bikini che nonostante il sole non mostrano all’occhio umano un briciolo di bruccia d’arancia, dopo visi di quarantenni o cinquantenni che mostrano una pelle da far invidia alle chiappe di biancaneve, dopo tutto questo ci serve per forza una rivincita.

Ci serve di vederle umare, con le borse non solo al braccio ma anche sotto gli occhi, sarete pure magre dopo il parto, ma non ditemi che siete anche riuscite a photoshoppare il pianto di vostro figlio di notte perchè per quello credo che nemmeno Dio riuscirebbe a trovare soluzione.

Se vi sembra poco, se avete bisogno di un po’ di parità in più, non mancheranno nemmeno paginate di donne lasciate, cornificate in pubblica visione da degli straficoni che le avevano regalato poco prima un anello di fidanzamento che coprirebbe ampiamente tutte le rate del vostro mutuo.

Già perchè il mondo va così, costruiscono castelli per poterli abbattere, miti per poterli sconsacrare, ed oggi, mentre scorrevo per caso l’ultima gallery di donne famose colte in flagranza di reato da omesso fondotinta, ecco che invece di guardare le rughe ho osservato l’espressione, il passo la postura e li ho veramente riconosciuto qualcosa che accomuna tutte le donne: il bisogno, la libertà di poter scegliere di non dover essere perfette.

Perchè una donna che si mette troppo in mostra, che ostenta una scollatura, un trucco ricercato, poi è additata di esibizionismo e non si riesce a guardare altro di lei, ma allo stesso tempo, se una si prende la libertà di vestirsi per stare comoda e non per essere guardata, di non truccarsi perchè non le va, perchè non gli interessano gli sguardi di nessuno, allo stesso modo viene giudicata sciatta.

Invece io le adoro quelle foto, adoro le tute  e le scarpe da ginnastica, si lo so che con quello che ho speso io negli anni di scarpe con il tacco ci sanerei il debito pubblico, ma nonostante questo tutto ciò non è un controsenso.

Ci sono giornate, momenti che durano anche giorni, in cui una donna ha semplicemente bisogno di essere se stessa, senza fronzoli senza filtri, ha voglia di camminare con le spalle curve e la pancia in fuori, sente di non aver bisogno di dimostrare niente a nessuno, che non gliene frega niente se ancora non ha perso i chili della gravidanza o se non sta seguendo la dieta o la palestra, non gli interessa coprire le occhiaie, sta bene così.

Perchè agli uomini è permesso metttere su la pancetta che diventa magicamente rassicurante, non farsi la barba per giorni che nemmeno Tom Hanks in Cast Away ed essere considerati trasandato-chic, avere più zampe di gallina che capelli ed essere affascinanti e invece noi dobbiamo interpretare ogni minima “decadenza” solo come l’inesorabile avvio verso la vecchiaia ed essere miseramente paragonate a ventenni affette ancora da “culosospeso” che sfida ogni gravità?

Gli occhi degli altri a volte sono così pesanti, ho sentito commenti di uomini che addirittura guardando un sedere  fasciato da un vestito cercavano di immaginare che slip hai su, e potrei fare mille altri esempi, anche gli occhi delle  altre donne sanno essere altrettanto pesanti.

Loro a quelle foto danno titoli denigranti, ci rivelano i veri volti dei “mostri”, io vedo solo donne che si prendono il diritto di non doversi nascondere sotto al trucco o dentro un abito solo per intrattenere gli sguardi degli altri, e scusatemi se penso che non ci sia bellezza migliore di quella che una donna esprime con tale sicurezza.

 

09.09.13

Gli Extra Coniugali sono tra noi

Archiviato in Argomenti vari at 11:14 by vaniglia

Ho sempre odiato i film horror, da piccola era il periodo dello squalo, 1,2,3, avevo paura ma non resistevo, stavo li e guardavo con la mano aperta davanti a gli occhi, con il risultato che a distanza di 15 anni faccio il bagno al mare in mezzo metro d’acqua con la stessa tranquillità con cui ci si farebbe fare una ceretta all’inguine da un muratore.

Sembra non avere senso quello che sto dicendo e invece ce l’ha, perchè la sensazione che sto provando la devo paragonare a qualcosa per spiegarla, mi trema la palpebra sinistra e capita in poche occasioni, l’ultima quando una giapponese si stava fregando l’ultimo paio di gucci del mio numero in saldo, come per quei film dell’horror stamani sono voluta essere in un certo senso sadica.

Leggevo i soliti articoli sui tradimenti, e dopo la già sentita notizia che con la crisi si tradisce meno perchè anche l’amante è un lusso che pare non ci possiamo più permettere, ecco che tra i sondaggi spunta la fonte, il sito di incontri extra coniugali numero uno in italia, che si chiama proprio così, perchè nel dubbio, anche i poco esperti lo possano trovare alla prima googlata.

Avevo cliccato altre volte sul sito perchè il misto di stupore e incredulità era sempre forte, però sono furbi, se non ti iscrivi non vedi niente, e che ti pensi, queste sono cose di gente seria che ci tiene a tutelare la manica di fedigrafi privi di fantasia che si iscrivono.

Però stamani ho potuto scoprire qualcosa in più, perchè scorrendo scorrendo scopro che hanno un blog e  un vademecum di ben dieci punti da seguire sul tradimento.

Ebbene, ciò che ho letto ha avuto un impatto su di me che nemmeno tre film sullo squalo, altrettanti su dracula e l’esorcista hanno saputo fare. Avrò incubi per anni.

La sudarella che rasenta le vampate da piena manepausa credo che mi accompagneranno durante tutto l’arco della giornata, perchè io giuro che una sfacciataggine così non me la sognavo nemmeno.

Partiamo con il blog, ti spiegano, come e perchè si tradisce, come e perchè farlo, come e con chi farlo e ovviamente una persona già sposata come complice del fattaccio è sempre il consiglio che va per la maggiore, voglio dire, perchè rovinare un solo matrimonio quando con una botta sola ne mandi a puttane due?

E già qui il mio pensiero si scontra ferocemente con il mood del sito: il tradimento FA BENE! altrochè se fa bene, basta con queste terapie di coppia, basta con gli esami di coscienza, basta con il cercare di essere comprensivi , il dialogo, l’amore, esiste solo una soluzione sicura che risolva la situazione stantia e noiosa del vostro matrimonio: le corna.

Corna, corna e ancora corna, come se non ci fosse un domani, senza sentirsi in colpa perchè anche se il vostro coniuge scoprirà che l’amante oltre che portarvela a letto la portavate anche al ristorante quando lei l’ultima volta che ce l’avete portata avete pagato con le lire, nonostante questo, passato il momento di rabbia lei capirà, capirà che vi siete trombati allegramente un’altra solo per il bene della coppia, per ridare sale, pepe e prezzemolo al vostro rapporto che ora sembra più un piatto di pastasciutta che altro.

Poi questi titoli “sono più le donne a tradire” sembrano voler dare una scossa a questi uomini dormienti, ma tutto ciò non ha senso, se fanno sondaggi in un sito di incontri extra coniugali tra coniugati, è impossibile che siano più le donne a tradire a meno che più di una non si trovi con lo stesso fedigrafo.

Ma i consigli utili per il tradimento perfetto sono stati la ciliegina sulla torta, si perchè in dieci semplici punti ti dicono tutto quello che secondo loro c’è da sapere per tradire, tradire bene, e soprattutto senza farsi scoprire e se ti scopre, prontamente ti dicono che tu negherai, negherai fino alla morte e se anche questo non bastasse, come dicevo c’è sempre la carta del benefattore, quello che tra i due ha fatto qualcosa per smuovere le acque ferme del matrimonio.

Quindi riassumendo, tradisci con la massima discrezione, senza farti prendere dalla passione per il primo che capita scegli accuratamente il tuo compagno, a quanto pare più accuratamente con cui hai scelto il coniuge.

Trovatelo sposato/a, siete nella stessa barca in questo mare di matrimoni più falliti delle multinazionali italiane, non ci saranno problemi, nessuno cercherà altre implicazioni perchè ovviamente nessuno dei due ha ancora l’illusione di voler desiderare una vita con qualcuno, visto che il coniuge al momento ha il ruolo di mobilio non di partner.

Non ditelo a nessuno, vedetevi in Congo, non tenete scontrini, cancellate messaggi, non fate foto e, aggiungo io,  se siete ancora stressati dopo le scappatelle, non chiedetevi perchè..

Infine, il decimo consiglio che fa impallidire il decimo comandamento in quanto a notorietà: NEGATE.

Negate sempre e comunque, anche se ha le prove, anche se vi ha visto, anche se siete già stati sbattuti fuori casa e vivete in un bilocale in affitto e non avete nemmeno più la connessione wifi per tornare nel vostro caro sito internet, voi negate e siate orgogliosi di voi, non avete più intorno a voi quella prigione del matrimonio e sarete liberi di fare qualcosa di nuovo della vostra vita, come iscrivervi in un sito di incontri per single.

 

 

06.09.13

Shopaholic

Archiviato in Argomenti vari taggato , , , , at 15:27 by vaniglia

Sto peggiorando, inesorbilmente e inevitabilmente direi, questo shopping online mi sta mandando ai pazzi.

I primi tempi, quando ero inesperta e poco fiduciosa mi contenevo, guardavo se c’era il pagamento con il contrassegno, e magari con poche spese, compravo solo su un paio di siti, solo determinate cose, solo determinate marche.

Ora ho preso la mano, troppo decisamente troppo, ci sono troppi siti online, che ti vendono di tutto e di più, già di più di quello che nemmeno potevi immaginare.

Poi ti seguono, se ti iscrivi (e ammetto che mi iscrivo sempre), poi ogni volta che sei da qualche parte, a controllare la tua posta o chissà cosa, li tranquilla che non stai pensando a niente di nuovo da comprare, ecco che nella barra laterale appare proprio la pubblicità di quello che stavi guardando il giorno prima. Loro lo sanno, se lo ricordano che avevi pensato di comprare un libro, un paio di pantaloni a zampa o le tazze da asporto con il cappuccio..si, quelle dei film americani, ho trovato anche quelle e che fai non le compri?

E’ tutto talmente semplice, aggiungi al carrello, che nemmeno pesa, non ha le ruote fuori convergenza e  non ti serve nemmeno l’euro.

Te lo spediscono, li a lavoro o a casa in due/tre giorni, niente fila nel negozio, soprattutto cose che nel nogozio non troveresti mai!ed era quella la fortuna, piccolo paese, pochi negozi, poche spese…finchè non ci hanno dotato di questo internet maledetto!

Quando vai a comprare in negozio c’è da fare la tipica procedura quando rientri a casa del “getta la busta, scontrino, leva cartellino e riponilo in casa come se ci fosse sempre stato”, e nessuno si accorgerà di niente!

Con il pacco è già più complicato, in genere poi questi corrieri hanno il vizio di andare in giro con questi furgoni ingombranti e colorati e anche le divise non sono da meno, ma in qualche modo te la svincoli tipo “era per te il pacco?” e tu, “sì ho vinto una confezione da 1000 di assorbenti”, e il suo interesse al fatto scenderà sotto il minimo.

Eppure ci sono donne immuni allo shopping, che asseriscono di odiare i vestiti, le scarpe,  le borse, che poi sono i campi base, perchè come dicevo per quelle del mio livello ogni cosa rientra nello shopping, dagli attrezzi per la cucina a quelli per l’ufficio.

Le ho viste nei programmi tv, soprattutto quelli americani che cercano donne mal vestite, perchè non si trovano magari a loro agio con il loro corpo e di conseguenza non sanno come valorizzarlo e quindi tendono a comprare l’essenziale, e loro li aiutano a modificare il loro stile, per sentirsi belle e prendersi cura di se.

Ora, alla base della cosa c’è un messaggio bello, c’è il ridare alle donne la propria femminilità, una certa sicurezza, un piacersi, un blablabla, a prescindere dalla loro forma fisica, del “chissenefrega dei canoni”, bravi belli mi piace.

Poi alla ventesima puntata che guardavo ho capito, ho capito che stavano facendo estinguere il 2% delle donne che non sono affette da shoppinismo, che non vanno dalla parrucchiera una volta al mese, che non gliene frega niente del nuovo correttore illuminante e che l’unica zeppa che conoscono è quella che si mette sotto la porta.

Quindi se all’inizio ero felice per loro, quando si guardavano allo specchio, con un bel vestito che enfatizzava il punto vita, con una messa in piega degna di nota, con un paio di scarpe non made in china, piano piano il mio entusiasmo per loro calava perchè sapevo che poi si sarebbero ritrovate come la maggiorparte di noi: con la parrucchiera che ti azzecca il colore una volta si venti no, con i vestiti che diventano brutti la seconda volta che li metti e con mille cose nei cassetti, bauletti e armadietti e altre duemila nella lista dei desideri di altrettanti siti di shopping online.

Insomma, esistono donne che non fanno shopping, e se non ve ne siete mai accorti è solo perchè ci sono quelle come noi che compensano la carenza e mantengono attivi i sondaggi sulle spese…quindi se tu caro lettore ti senti fortunato perchè tua moglie dice sempre che non gli piace fare compre, tranquillo, le passerà.

 

 

05.09.13

(A)Social

Archiviato in Argomenti vari taggato , , at 14:07 by vaniglia

Sono diventata asocial, si si, nell’era della gente che twitta, posta, insta, dove tutti sono con tutti ovunque e sempre, che sanno che sei “qui, quo e qua”, sono diventata asociale.

Ormai non ti invita più nessuno ai compleanni con una telefonata, ora si creano gli “eventi”, con luogo, data, ora e partecipanti, con:

ci sarò, no, si, bhò, vedi la lista degli invitati e se c’è quella che ti sta sulle palle ti eviti il disturbo di andare.

Ho all’attivo 456 amici, e quando ho un  problema non ho voglia di chiamare nessuno, mi piacciono le serate tranquille in cui le persone parlano e si scambiano opionioni, in cui se qualcuno mi dice che qualcosa gli piace poi mi deve spiegare anche perchè.

Mi piacciono quelli che se ti citano la frase di un libro è perchè lo hanno letto tutto, quelli che non ti incontrano per strada spaccandoti l’anima perchè l’altro giorno avevi scritto che ti piacciono i gatti con la coda rossa, quelli che non ti dicono che stai sempre a mangiare solo perchè ti piace scattare foto a quello che cucini.

Mi piacciono quelli che se gli stai antipatico te lo dicono, ma va bene anche che non lo dicano mi basta che non cerchino di dimostrare il contrario,  mi basta che non debba leggere su bachece virtuali insulti a un generico “quelli che”.

Ammetto che il vortice ti tira, altro che se ti tira, in mezzo a quel delirio, ammetto che in ferie stavo spesso con il cellulare in mano, sempre collegata, sempre a guardare, sempre ad aspettare, aspettare cosa poi? popolarità, approvazione, compagnia? io mica l’ho capito a che servono questi social, io non li so usare, va bene che ti dicano a cosa serve questa e quell’altra funzione, sì, sì mi va bene che almeno sento quello zio che non vedo mai e ho ritrovato le amiche di scuola, ma tanto se poi non le vedo, in carne ed ossa davanti a un buon aperitivo io non mi sento meglio.

Non mi sento meglio nemmeno se nella foto del profilo sono venuta bene e 20 “like” non fanno aumentare la mia autostima, è tutto così breve, tutto così banale.

Ci si aspetta di vederci belli e bravi nel riflesso degli sguardi degli altri, ma l’immagine che rimanda non è altro che quella che abbiamo di noi stessi.

Sono stressata, nella sezione più leggera del termine, altra notifica, altro invito, altro compleanno, in un locale stavolta, con tanto di pulmino che ti porta e ti riporta, per tenere salda la patente e la salute. Cosa carina e simpatica, nonchè responsabile, se non fosse che io la patente l’ho già rinnovata una volta, non me l’hanno mai tolta e il pulman l’ultima volta l’ho preso per la gita delle superiori. E’ per questo che dico che sono diventata asocial, nei social e fuori.

Ho bisogno di ritrovare il mio habitat naturale. Lo so che ormai ci sono le serate a tema  tipo “venerdi dei single” dove si ritrovano tutti i separati mischiati a giovani ventenni e questo non crea disagio a nessuno, e magari al bagno la cinquantenne potrà essere orgoliosa di vedere che ha lo stesso top della ventenne biondina, ma a me queste cose proprio non mi stanno addosso.

A me manca parlare con le persone,  a me manca frequentare persone con cui ho voglia di parlare, persone con cui ho qualcosa in comune che sia più di un’amicizia virtuale, non lo so come e perchè entro nelle liste di questi eventi a cui ho voglia di partecipare come si ha voglia di partecipare a un convegno sulla cellulite, sta di fatto che ho una gran voglia di dire “no, non parteciperò”, senza sembrare troppo, troppo asocial.

 

 

 

 

21.08.13

Autoscatti

Archiviato in Argomenti vari at 20:48 by vaniglia

Questo fenomeno degli autoscatti sta impazzando, tutti i social ormai sono incentrati sulle foto, anche i vip si fanno gli autoscatti, e voglio dire se lo fanno loro che hanno la rubrica piena di fotografi perché non noi che quando chiediamo al nostro uomo di farci una foto, ci guarda come un tonno guarderebbe un menù del giapponese?
Ho letto perfino articoli al riguardo, e ammetto che nemmeno io posso farne a meno, soprattutto perché l autoscatto non ti permette di farti foto intere a meno che non sei davanti a uno specchio, in più l autoscatto permette di scegliere, e certe foto che i tuoi amici pubblicano di te non le fresati vedere nemmeno a tua nonna con la cataratta figurati a trecento amici più quelli in comune.
Su fb ormai ci sono sfide a colpi di foto, le più audaci postano chiappe al vento e se è vero che un profilo dovrebbe dire qualcosa di te, speri almeno che quelle chiappe abbiano un aria intelligente.
L’altra sera giravo tra le bancarelle estive,ero in astinenza di shopping e nemmeno l’aria di mare e il profumo di crêpes alla nutella mi depista, sta di fatto che incrocio una coppia di giovani, di cui lei aveva gli slip più lunghi della gonna.
Non è una battuta, tanto meno un eufemismo, le si vedevano le mutande davanti,il sedere dietro, si perché mi sono voltata a guardarla con un’insistenza tale che nemmeno un uomo avrebbe osato, solo che non riuscivo a capacitarmi del perché e del come ci si debba mostrare così.
Poi mi è rivenuta in mente lady gaga, quella che nelle ultime foto è come mamma l ha fatta, quella che va a fare shopping senza maglietta, quella che le ragazzine imitano e in un certo senso non mi sono stupita nemmeno poi tanto. Il che non é del tutto vero, perché da li a poco mentre stavo finalmente comprando qualcosa di carino e per giunta ancora in saldo mi è stato annunciato dal pos che il mio bancomat era scaduto, e sono stata sconcertata,affranta e prossima allo svenimento, considerando anche i chilometri che mi separavano dalla banca dove si trova il mio bancomat nuovo, ma nonostante ciò quella miniminimini gonna mi aveva toccato di più. Al che mi sono anche domandata se per le gonne funziona come per le scarpe,che se hai un numero molto picco lo te le fanno pagare meno, a quel punto la scusante dello sconto avrebbe potuto darle un 2% della mia comprensione..di certo io non avrei potuto approfittante neanche volendo, non ho mai avuto il piede di Fata,figuriamoci il sedere!

11.06.13

La vita va presa di pancera?

Archiviato in Argomenti vari at 16:11 by vaniglia

Sì lo ammetto, non mi sto disperando, il caldo non è arrivato, è metà giugno e questa è la mia prima maglietta a miniche corte, ma la cosa non mi tange. C’ è chi brama l’estate, chi ha fatto il cambio dell’armadio già da un mese e sta andando in giro a maniche corte con sopra un piumino, invece il mio armadio è ancora pieno di maglioni e probabilmente andrà avanti così fino ad agosto.

L’estate non mi manca, non perchè non ami il sole, le vacanze, le belle e lunghe giornate, ma semplicemente perchè  il sole, le vacanze e le belle giornate me le godo una settimana su tre mesi. Gli altri giorni sono fatti di ufficio, aria condizionata, zanzare a flotte e caviglie gonfie a fine giornata.

So che il tasto “prova costume” è qui vicino, ma sto provando a non toccarlo, questa non estate mi sta permettendo di rimanere coperta, coperta e tranquilla.

Ancora non ci sono nemmeno le gallery delle vip in costume, fotografate in riva alla spiaggia in modalità copertina, magre asciutte e contente, in una parola: irreali. Ma ci sono le altre gallery, quelle dei vari festival e red carpet, dove sfilano tutte perfettamente vestite, pettinate e truccate, le guardi e le invidi, non puoi farne a meno, anche se le tue foto al massimo fanno in giro dei tuoi amici su fb poco importa, vorresti per una sera essere così.

C’è quella che ha appena partiorito, che sorride in short e pancia piatta, poco prima era all’ultimo mese, incredibilmente sgonfia come il mio portafogli nei mesi dei saldi e su tacco 12 con la stessa caviglia di Barbie, e tu guardi e non capisci, leggi e non capisci “non faccio sport e mi piace mangiare”, no…proprio non capisci come possa succedere.

Deve esserci qualcosa sotto, sotto a tutta questa perfezione, e in effetti qualcosa sotto c’è, sotto all’abito griffato in seta che segnerebbe i fianchi anche a una donnola c’è lei, c’è la guaina contenitiva. Se pensavi che fosse una cosa che solo Bridget Jones potesse fare ti sbagli, anche le super dee di hollywood dietro alle paillettes indossano pantaloncini color carne strizza trippa. Considerando che già una calza 40 denari la trovo fastidiosa come una camicia di forza, non so immaginare cosa sia portare questi indumenti, specialmente d’estate, probabilmente potrei giovare solo dell’effetto sauna e del conseguente dimagrimento.

Evidentemente però devono funzionare se sono cosi in voga, tanto da proporcele anche a noi comuni mortali, le maggiori marche del settore sono reperibili online. Devi andare al matrimonio di quella tua cugina stronza e non sai come fare a mettere quel vestitino leggero senza sentirti inadeguata? non c’è problema, ti strizzi dentro una guaina e per sei ore sarai una taglia meno, ma non solo per quell’occasione, anche per tutto l’album di nozze, per un giorno sarai stata una taglia meno e delle foto lo proveranno.

Son soddisfazioni, comprimere parti del proprio corpo e del proprio ego dentro un pantaloncino, solo perchè è tornato di moda il giallo limone, ma non il girovita abbondante.

Mi domando a tale riguardo cosa pensano gli uomini, i nostri uomini, se ci vedessero entrare dentro un intimo sexi come la regina d’inghilterra, se ci vedessero rimpiazzare un bel completo della Perla in pizzo con uno senza cuciture,colore e sapore. Cosa penserebbero loro, penserebbero davvero che così quel vestito ci sta meglio? stiamo parlando degli stessi uomini che dopo tre ore dal parrucchiere per uno shatush da far schiattare Belen, saprebbero commentare che i nostri capelli  sembrano infilati per metà in un barattolo di vernice. Stiamo parlando degli uomini, gli esseri della semplicità,  stiamo parlando di quelli che amano le cose naturali.

E non ditemi che non lo facciamo per gli uomini, le diete, le palestre a tutte le ore e perfino le guaine, perchè se mi dite che non è per loro, allora per chi? per noi stesse? fosse vero il miglior regalo che ci potremmo fare sarebbe  non costringersi dentro nessun canone e tanto meno in nessuna pancera.

 

16.05.13

Sei felice?

Archiviato in Argomenti vari at 14:22 by vaniglia

Ho smesso di credere in tante cose, a babbo natale, alle creme anticellulite, alle 42 che vestono larghe, ma a questa cosa proprio non riesco a smettere di credere, all’amore.

Non è semplice romanticismo, anche se quando sono solo a casa ci sono il 99,9% delle probabilità che scelgo un film romantico/sdolcinato/esagerato, mi riferisco all’amore nel suo complesso e alla sua massima espressione: la coppia.

Le cose migliori sono in coppia, a partire dalle scarpe! Si dice che nella vita per essere felici bisogna bastare a se stessi, quindi la vita non può che essere migliore che si è anche in compagnia, buona compagnia.

Ma l’impresa sta diventando ardua, ho sempre più “nemici”, più oratori che mi remano contro.

Quando poi mi azzardo a parlare di fedeltà, mi guardano come quando ordini un piatto di carbonara in un tavolo di donne che vivono di tisanoreica, se non peggio.

Non esiste, sei una pazza, che vuoi che sia succede, parli così perchè sei giovane, sapessi che vuol dire il matrimonio, ecc, ecc.

Come in quel libro che leggevo, testimonianze di persone che vivono la coppia e l’amore come il profumo della macchina, lo mettono al massimo e appena non sentono più il profumo, probabilmente per abitudine, lo sostituiscono.

Coniugi che hanno meno resistenza di un arbre magique.

Sono depressa, più di quando capisci che babbo natale è tuo zio, di più perchè io in questo ci credo e lo faccio.

Perchè sono tutti agguerriti, sul fatto che dopo il matrimonio di diventa simpatici come una supposta, sul fatto che tradire diventa normale, soprattutto sul fatto che non devi aspettarti niente di diverso, nemmeno da te stesso!

Allora dopo un po’ mollo l’osso, magari perchè al mio interlucutore squilla il telefono, è la moglie che lo chiama per dirgli di fermarsi a prendere il pane prima di rientrare, “certo amore, a dopo amore”. E io sto li a guardarlo e penso, se sono tutti così convinti perchè nessuno chiama la moglie/marito e gli dice: “ciao tesoro, dopo il pane penso passerò a fare un po’ di sesso clandestino in un motel di seconda mano, perchè tu sono vent’anni che ti vedo e ti trovo attraente come otto puntate di pomeriggio cinque, ma non ti lascio perchè sono talmente egoista e poco sicuro di me da non riuscire a vivere solo”.

Perchè sono veramente tante le persone che pensano che stare in coppia sia un sacrificio disumano, essere fedeli una mutilazione del piacere e il fatto di portare le domeniche la famiglia al centro commerciale, un perfetto esempio di prendersi le proprie responsabilità. Però sono anche gli stessi che spendono trentamilaeuro per un matrimonio, per promettersi di essere fedeli e di rispettarsi, gli stessi che se non si sposano convivono, se sono single cercano l’amore su internet o più semplicemente rimangono single, cambiando più spesso compagna di letto che le lenzuola. Ma chi tra tutti questi è felice? Se veramente essere sposati e infrattarsi con la segretaria fa avere a un uomo la botte piena e la moglie ubriaca, perchè allora sono tutti così infelici?

 

 

 

28.03.13

Nata sotto il segno della Pera

Archiviato in Argomenti vari at 19:45 by vaniglia

Da piccola sicuramente volevo fare la ballerina, non che me lo ricordi come pensiero assiduo, ma trottorellavo con Heather Parisi cantando “cicale cicale” come se fosse la cosa più entusiasmante del mondo, per non parlare dei tredici anni di scuola di danza che ho frequentato e prontamente buttato alle ortiche in piena adolescenza appena ho preso la prima cotta e trovato modi più interessanti di passare i pomeriggi.

Non posso tralasciare di certo l’aspirazione da pallavolista, con altrettanto corso,  da nuotatrice, fiorista e cassiera della coop,sono sempre stata ammaliata dal biip in cui passavano le cose, insomma avevo pensato a tutto quello che potevo diventare, tutto tranne la donna a pera.

Già, finito il metabolismo da caterpillar tipico della adolescenza e che sfiora fugacemente qualche anno a seguire dopo la maggiore età, ho iniziato a capire che più gli anni si avvicinavano ai trenta e più il mio sedere tendeva ad avere un filo diretto con quello che mangiavo. Perchè se prima mangiare pizza un giorno si e l’altro pure, divorare biscotti come fossero puntate di sex and the city non aveva alcun effetto se non darmi un enorme soddisfazione, adesso pare che niente più passi per lo stomaco, la cena se è stata abbondante te lo ricorda il pantalone che tira il giorno dopo.

Ma non importa, le patatine in sacchetto mi nauseano, le cucchiaiate di nutella non riuscivo più a mangiarle nemmeno quando ho capito perchè “suocera” dovesse suonare come qualcosa di brutto, il problema è tutto il resto che anche se pa confronto è poco, basta e avanza. Scrivo mentre il riso integrale che sarà la mia cena e il mio pranzo sbuffa sul fuoco davanti a me e questo ormai succede da mesi, amo e apprezzo la dieta varia e leggera, equilibrata e sana, ma allora, perchè continuo a essere una pera?

Smettere di mangiare schifezze è una cosa che accetto e mi gratifica, ma dover smettere di fare shopping mi sta devastando, compro cose che mi nascondano, ormai neanche li provo più i vestiti, agguanto una L, nel dubbio meglio larga, ma ormai niente di quello che compro mi piace per più di dieci minuti, perchè non mi piace addosso a me.

Poi la moda ha del diabolico, questi leggings, pantaloni stile peter pan alla caviglia, li ricordo bene, avevo undici anni e li avevo di tutti i colori, ma pesavo anche 45 chili e della cellulite mi avrebbero informata almeno 4 anni dopo insieme al fatto che babbo natale non esiste.

Ma agli stilisti che importa? loro hanno modelle con fisici da tredicenni alte tre metri, meno male che hanno avuto il buon gusto di evitare i leggings con l’elastico sotto al piede.

Quindi se quelli ho evitato di comprarne in quantità industriale, lo stesso non ho potuto fare con i jeans, visto che sono anni che i pantaloni a zampa li trovi solo sulle foto del liceo,  ora solo ed esclusivamente skinny, aderenti, stretti all’inverosimile, non devi avere il polpaccio, ma solo stinco, come quello che ti servono nel cartoccio nei ristoranti. Possibilmente devi anche essere sfornita di fianchi e glutei, senza tralasciare il fatto che le gambe devono essere lunghe almeno il doppio del busto, una giraffa insomma per far si che questo modello ti valorizzi.

Peccato che la maggiorparte di noi è fornita di fianchi, nonchè un bel fondoschiena, e che l’effetto finale non è altro che i pantaloni così stretti in fondo facciano notare quanto tutto il resto sia così largo in cima. Infatti devo ammettere che la cosa principale che mi ha convinto a fare l’errore di comprare il primo paio è stata che con questi le scarpe si vedono in tutto il loro splendore, ma il gioco non vale la candela, preferisco portarle a mano piuttosto.

Ultimamente apro l’armadio e mi domando se ho sbagliato e aperto quello di qualcun’altro, un po’ come quando rientri e trovi tutto in ordine perchè quel giorno tuo marito ha sistemato, ti scusi riesci e cerchi dov’è veramente casa tua.

Queste riviste, giornali, programmi tv, non fanno altro che farti vedere cosa va di moda quest’anno,questa stagione, il mondo della moda lo immagino come un gruppo di persone che ogni mese si riunisce e dice : qual’è il colore che nessuno compra? qual’è il modello che sono anni che nessuno mette? perfetto, quest’anno è di moda.

Quindi eccoci tutti in fila a comprare maglioni verde pistacchio e pantaloni a pois antiestetici, e non appena avremo finito di buttare fino all’ultimo paio di pantaloni a zampa ecco che tornano magicamente di moda,e tu in tutto questo, dentro a questo corpo di donna che cambia e si modifica più del visto rifatto di Nina Moric negli ultimi dieci anni, ancora non hai capito che sei una pera, una bellissima pera, a cui stanno bene solo determinati pantaloni e determinati colori. Una pera che ha smesso di guardarsi allo specchio e cercare di indossare qualcosa che le dona e le piace anche dal vero e non solo sulle copertine e addosso alle altre.

22.03.13

Invasioni barbariche di testosterone

Archiviato in Argomenti vari at 08:44 by vaniglia

Non sono mai stata il tipo di persona che si sveglia con l’oro in bocca, che spalanca la finestra e dice buongiorno mondo e non credo che neanche lo diventerò, ormai.

Sta di fatto che ci sono mattine che mi capita di svegliarmi piuttosto bene, senza ciondolarmi giù dal letto e riuscendo ad avere un viso azzarderei a dire, rilassato, però, c’è sempre un però, quando mi capitano queste mattine succede sempre che incontro qualcuno che sembra essersi alzato con un solo muovente: rovinare a me la mattinata.

Se Fantozzi era perseguitato da una nuvola piovosa, io ultimamente sembro perseguitata da uomini che hanno almeno il 95% dei difetti che non sopporto e cosa principale, ci tengono molto a farmelo notare.

L’ultimo ha lasciato il mio ufficio cinque minuti fa, infatti ancora non ho un battito regolare, e in tre minuti è riuscito ad essere maschilista, maleducato e invadente senza nemmeno finire di bere il suo caffè, io per mia fortuna ho smesso di berlo.

Ha deciso che stamani doveva raccontarmi la sua vita,da sposato per venticinque anni ma sempre in giro per il mondo,finchè  moglie non gli ha chiesto di cambiare e lui alzando le spalle ha detto, “ormai figurati se cambio”, annuivo con un tic nervoso, “l’ho tradita fin dall’inizio che pretendeva”, il tic era dovuto più che altro per il modo in cui mi guardava, come una donna stupida che pensa ancora che ci sono uomini intelligenti. Fortunatamente ormai sono dotata di sacchetti di carta sotto la scrivania in cui respirare in caso panico da “discorsi da testosterone idiota”, che nemmeno l’Alitalia è così ben fornita.

Non mi ha dato neanche troppo fastidio la storia di per se, perchè ognuno si sa nella sua vita fa quello che vuole, più che altro il suo bisogno di convincermi che aveva ragione, di giustificarsi, per poi concludere che tanto è colpa delle donne, quelle che fanno i figli e mettono da parte i mariti, quelle che insomma da mamma iniziano a farlo solo a quelli che sono in casa e hanno meno di trentanni.

A quel punto, mi ha rassicurata, vedendomi accigliata e con la busta di carta tra le mani, sollecitandomi a non essere arrabbiata con gli uomini, prontamente ho tolto la faccia dalla busta e con il sorriso più falso che ho mai fatto in vita mia l’ho rassicurato che in genere valuto sempre ogni singolo soggetto e che in effetti le donne spesso sbagliano con i mariti, ma nel momento della scelta.

 

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