28.01.15

Quando torni single

Archiviato in Argomenti vari at 21:59 by vaniglia

Quando capita di tornare single è un po’ come per quegli animali trovati da piccoli e accuditi dagli umani, che poi un bel giorno vengono rilasciati in natura, così di punto in bianco. Niente più pranzi e cene servite, niente più letto caldo dove tornare, bam, in un attimo sei nel mondo vero, fatto di cibo da cercare e casa da costruire.

Non importa a quanti anni ti succede, il single appena rilasciato lo riconosci subito, sta nel locale affollato con un drink in mano e stampato in faccia, “e ora io che faccio?”.

Non importa nemmeno se è stato lasciato o se ha lasciato, l’effetto finale è più o meno quello, certo quello lasciato che a regola soffre di più probabilmente preferirebbe essere sbranato la prima sera da qualche predatore piuttosto che continuare cosi.

Perchè magari uno se lo dimentica come è il mondo fuori, e se non hai più vent’anni, tra i ventenni ti senti come un tirannosauro a New York.

Eppure sembrano tutti divertirsi, tutti tranne te, anche se fanno ogni sera la stessa cosa, nello stesso locale, ogni we stesse facce, stesse cene.

Non c’è poi così tanta differenza poi, tra la routine degli accoppiati e dei single,  inoltre i fidanzati spesso ambirebbero a essere single, e i single bevono perchè aspirerebbero a essere fidanzati.

Insomma, quelli felici, ma felici davvero, mica l’ho capito dove escono la sera.

I single sono una tribù, compatta, sollecita, e si stanno tutti vicini, molto vicini, per non morire di freddo, quel freddo che hanno le persone che cercano qualcosa, o qualcuno.

Parlano d’amore ma mai ad alta voce, mai con chi sono usciti, non sono vere e proprie amicizie, sono compagnie, che possono passare insieme anche più di tre sere a settimana, senza dirsi assolutamente niente di veramente importante da dire.

Capita che qualcuno prova ad allontanarsi dal branco, perchè magari crede di aver trovato l’amore, la famosa volta giusta, ma spesso si guarda bene dal confessarlo, inventa improvvisi impegni familiari, o polmoniti, tutto pur di non confessare che forse ha trovato una persona.

Perchè parlare d’amore a chi non è innamorato da tanto è come parlare cinese a mia nonna che capisce e parla solo barese stretto.

Non puoi, non devi, se vuoi mantenerti quei dieci minuti di ebrezza e ottimismo che da un amore all’inizio, è bene che te lo tieni per te.

Poi i single, i rilasciati da poco, lo sanno come vanno le storie, come vanno male soprattuto, se lo ricordano ancora troppo bene per essere smodatamente ottimisti.

Smodatamente ottimisti lo si è in adolescenza, al primo amore, o in un camerino quando si chiede una taglia meno, lo fai una volta, non lo fai più.

Ed è pieno di esemplari che l’hanno fatto una volta e non lo fanno più, amare e crederci intendo, e continuano a stare li, a ripertersi come si sta bene da soli, ma non ci crede nessuno, non ci credo io, come non ci crede la commessa quando le dico che magari una 42 se veste larga mi sta.

Non esistono più 42 che vestono larghe, come non sono mai esistite persone che stanno e staranno sempre bene da sole, ma se è per questo, nemmeno coppie che stanno e staranno sempre bene insieme.

La verità sta nel mezzo, sta nelle 44 che vestono strette e nelle coppie che imparano a non strarsi strette.

02.01.15

2015

Archiviato in Argomenti vari taggato , , , at 12:40 by vaniglia

Ogni anno nuovo parte bene, come tutte le cose nuove che iniziano, botta di spugna e via, via i ricordi, via gli strascichi, via “è così non ci posso fare niente”.

Si azzera tutto e si riparte, e tutto quello che fino al giorno prima era presente diventa passato, molto passato, di un altro anno appunto.

Si riparte con i saldi, le cose che fino al giorno prima erano inavvicinabili diventano anche loro ormai passate di moda, sconti su sconti, cose nuove diventano vecchie, vestiti, magliette, persone.

Tutto sembra a portata di mano, acquistabile, gestibile, persino le cose passate sembrano finalmente una di quelle che tra poco le racconterai dicendo “io sono riuscito a superare questo”.

Ho visto un film l’altra sera, in cui un cameriere di albergo diceva ad una giovanissima Julia Roberts seduta fuori dalla porta di una stanza a fumare “mia nonna diceva sempre, tutto passa, passerà anche questa”.

L’ho sempre voluta anche io una nonna che mi lasciasse che queste semplice e rare frasi che alla fine non dicono niente ma  servono a risolvere tutto.

Invece una delle due nonne mi preparava panini al burro e zucchero per merenda e l’altra è fissata con il matrimonio, tanto che il corredo me l’ha regalato tre fidanzati fa, e la sua frase preferita è “ma ancora non ti sei sposata, guarda che ti stai facendo vecchia”.

Così invece che particolarmente saggia la prima ha probabilmente contribuito ad un 70% della mia attuale cellulite e la seconda a farmi venire una certa ansia da matrimonio.

Ma che ci importa, dai film prendiamo in prestito frasi romantiche, io posso prendere in prestito consigli da nonna.

Perchè che tutto passa è proprio vero, almeno per le persone che vogliono farle passare, quelle che hanno comunque voglia di guardare avanti, convinti che ci sarà sempre qualcos altro, poi c’ è chi si arrende, chi crede di aver visto tutto e rimane appeso a qualcosa che è passato,andato, se potresse continuerebbe a pagare a prezzo pieno cose che chiunque ormai ti venderebbe a metà prezzo almeno.

Niente viene per restare, per lo meno non uguale, si cambia e per quanto riguarda le persone la cosa più difficile e riuscire a farlo con una certa sintonia che ti permetta di svegliarti ogni mattina e riconoscere la persona che hai accanto.

In quanto a me, anno nuovo, non so come andrà, ma ci sono i saldi e per me questo è già un ottimo inizio, perchè pagare il giusto prezzo per le cose è uno dei miei buoni propositi per l’anno nuovo, non ho mai imparato a spendere poco, perchè un paio di Gucci raramente ti deludono, ma le persone lo fanno spesso, quindi indebitarsi per chi non vale è una cosa che non farò decisamente più.