12.09.13

Struccate e contente

Archiviato in Argomenti vari at 08:22 by vaniglia

Ammetto che una volta mi piacevano proprio, le andavo a cercare avidamente, specialmente nel periodo estivo costellato da prove costume che ti mettono più ansia di non so nemmeno io cosa, parlo delle foto delle vip struccate, spettinate, sciancate e con la cellulite.

Servono, queste foto servono pensavo, servono a risollevare l’autostima della maggiorparte delle donne medie, che non hanno nessuno che si occupi di farle belle, nessuno che le trucca, le pettina e le veste ogni giorno, nessuno che le fotografa e poi le ritocca più di quanto non si debba fare con la Cappella Sistina.

Dopo paginate di riviste che parlano di come queste donne si rimettano in forma dopo il parto con la stessa velocità con cui sono rimaste incinte, dopo foto e foto di statuarie donne in bikini che nonostante il sole non mostrano all’occhio umano un briciolo di bruccia d’arancia, dopo visi di quarantenni o cinquantenni che mostrano una pelle da far invidia alle chiappe di biancaneve, dopo tutto questo ci serve per forza una rivincita.

Ci serve di vederle umare, con le borse non solo al braccio ma anche sotto gli occhi, sarete pure magre dopo il parto, ma non ditemi che siete anche riuscite a photoshoppare il pianto di vostro figlio di notte perchè per quello credo che nemmeno Dio riuscirebbe a trovare soluzione.

Se vi sembra poco, se avete bisogno di un po’ di parità in più, non mancheranno nemmeno paginate di donne lasciate, cornificate in pubblica visione da degli straficoni che le avevano regalato poco prima un anello di fidanzamento che coprirebbe ampiamente tutte le rate del vostro mutuo.

Già perchè il mondo va così, costruiscono castelli per poterli abbattere, miti per poterli sconsacrare, ed oggi, mentre scorrevo per caso l’ultima gallery di donne famose colte in flagranza di reato da omesso fondotinta, ecco che invece di guardare le rughe ho osservato l’espressione, il passo la postura e li ho veramente riconosciuto qualcosa che accomuna tutte le donne: il bisogno, la libertà di poter scegliere di non dover essere perfette.

Perchè una donna che si mette troppo in mostra, che ostenta una scollatura, un trucco ricercato, poi è additata di esibizionismo e non si riesce a guardare altro di lei, ma allo stesso tempo, se una si prende la libertà di vestirsi per stare comoda e non per essere guardata, di non truccarsi perchè non le va, perchè non gli interessano gli sguardi di nessuno, allo stesso modo viene giudicata sciatta.

Invece io le adoro quelle foto, adoro le tute  e le scarpe da ginnastica, si lo so che con quello che ho speso io negli anni di scarpe con il tacco ci sanerei il debito pubblico, ma nonostante questo tutto ciò non è un controsenso.

Ci sono giornate, momenti che durano anche giorni, in cui una donna ha semplicemente bisogno di essere se stessa, senza fronzoli senza filtri, ha voglia di camminare con le spalle curve e la pancia in fuori, sente di non aver bisogno di dimostrare niente a nessuno, che non gliene frega niente se ancora non ha perso i chili della gravidanza o se non sta seguendo la dieta o la palestra, non gli interessa coprire le occhiaie, sta bene così.

Perchè agli uomini è permesso metttere su la pancetta che diventa magicamente rassicurante, non farsi la barba per giorni che nemmeno Tom Hanks in Cast Away ed essere considerati trasandato-chic, avere più zampe di gallina che capelli ed essere affascinanti e invece noi dobbiamo interpretare ogni minima “decadenza” solo come l’inesorabile avvio verso la vecchiaia ed essere miseramente paragonate a ventenni affette ancora da “culosospeso” che sfida ogni gravità?

Gli occhi degli altri a volte sono così pesanti, ho sentito commenti di uomini che addirittura guardando un sedere  fasciato da un vestito cercavano di immaginare che slip hai su, e potrei fare mille altri esempi, anche gli occhi delle  altre donne sanno essere altrettanto pesanti.

Loro a quelle foto danno titoli denigranti, ci rivelano i veri volti dei “mostri”, io vedo solo donne che si prendono il diritto di non doversi nascondere sotto al trucco o dentro un abito solo per intrattenere gli sguardi degli altri, e scusatemi se penso che non ci sia bellezza migliore di quella che una donna esprime con tale sicurezza.

 

09.09.13

Gli Extra Coniugali sono tra noi

Archiviato in Argomenti vari at 11:14 by vaniglia

Ho sempre odiato i film horror, da piccola era il periodo dello squalo, 1,2,3, avevo paura ma non resistevo, stavo li e guardavo con la mano aperta davanti a gli occhi, con il risultato che a distanza di 15 anni faccio il bagno al mare in mezzo metro d’acqua con la stessa tranquillità con cui ci si farebbe fare una ceretta all’inguine da un muratore.

Sembra non avere senso quello che sto dicendo e invece ce l’ha, perchè la sensazione che sto provando la devo paragonare a qualcosa per spiegarla, mi trema la palpebra sinistra e capita in poche occasioni, l’ultima quando una giapponese si stava fregando l’ultimo paio di gucci del mio numero in saldo, come per quei film dell’horror stamani sono voluta essere in un certo senso sadica.

Leggevo i soliti articoli sui tradimenti, e dopo la già sentita notizia che con la crisi si tradisce meno perchè anche l’amante è un lusso che pare non ci possiamo più permettere, ecco che tra i sondaggi spunta la fonte, il sito di incontri extra coniugali numero uno in italia, che si chiama proprio così, perchè nel dubbio, anche i poco esperti lo possano trovare alla prima googlata.

Avevo cliccato altre volte sul sito perchè il misto di stupore e incredulità era sempre forte, però sono furbi, se non ti iscrivi non vedi niente, e che ti pensi, queste sono cose di gente seria che ci tiene a tutelare la manica di fedigrafi privi di fantasia che si iscrivono.

Però stamani ho potuto scoprire qualcosa in più, perchè scorrendo scorrendo scopro che hanno un blog e  un vademecum di ben dieci punti da seguire sul tradimento.

Ebbene, ciò che ho letto ha avuto un impatto su di me che nemmeno tre film sullo squalo, altrettanti su dracula e l’esorcista hanno saputo fare. Avrò incubi per anni.

La sudarella che rasenta le vampate da piena manepausa credo che mi accompagneranno durante tutto l’arco della giornata, perchè io giuro che una sfacciataggine così non me la sognavo nemmeno.

Partiamo con il blog, ti spiegano, come e perchè si tradisce, come e perchè farlo, come e con chi farlo e ovviamente una persona già sposata come complice del fattaccio è sempre il consiglio che va per la maggiore, voglio dire, perchè rovinare un solo matrimonio quando con una botta sola ne mandi a puttane due?

E già qui il mio pensiero si scontra ferocemente con il mood del sito: il tradimento FA BENE! altrochè se fa bene, basta con queste terapie di coppia, basta con gli esami di coscienza, basta con il cercare di essere comprensivi , il dialogo, l’amore, esiste solo una soluzione sicura che risolva la situazione stantia e noiosa del vostro matrimonio: le corna.

Corna, corna e ancora corna, come se non ci fosse un domani, senza sentirsi in colpa perchè anche se il vostro coniuge scoprirà che l’amante oltre che portarvela a letto la portavate anche al ristorante quando lei l’ultima volta che ce l’avete portata avete pagato con le lire, nonostante questo, passato il momento di rabbia lei capirà, capirà che vi siete trombati allegramente un’altra solo per il bene della coppia, per ridare sale, pepe e prezzemolo al vostro rapporto che ora sembra più un piatto di pastasciutta che altro.

Poi questi titoli “sono più le donne a tradire” sembrano voler dare una scossa a questi uomini dormienti, ma tutto ciò non ha senso, se fanno sondaggi in un sito di incontri extra coniugali tra coniugati, è impossibile che siano più le donne a tradire a meno che più di una non si trovi con lo stesso fedigrafo.

Ma i consigli utili per il tradimento perfetto sono stati la ciliegina sulla torta, si perchè in dieci semplici punti ti dicono tutto quello che secondo loro c’è da sapere per tradire, tradire bene, e soprattutto senza farsi scoprire e se ti scopre, prontamente ti dicono che tu negherai, negherai fino alla morte e se anche questo non bastasse, come dicevo c’è sempre la carta del benefattore, quello che tra i due ha fatto qualcosa per smuovere le acque ferme del matrimonio.

Quindi riassumendo, tradisci con la massima discrezione, senza farti prendere dalla passione per il primo che capita scegli accuratamente il tuo compagno, a quanto pare più accuratamente con cui hai scelto il coniuge.

Trovatelo sposato/a, siete nella stessa barca in questo mare di matrimoni più falliti delle multinazionali italiane, non ci saranno problemi, nessuno cercherà altre implicazioni perchè ovviamente nessuno dei due ha ancora l’illusione di voler desiderare una vita con qualcuno, visto che il coniuge al momento ha il ruolo di mobilio non di partner.

Non ditelo a nessuno, vedetevi in Congo, non tenete scontrini, cancellate messaggi, non fate foto e, aggiungo io,  se siete ancora stressati dopo le scappatelle, non chiedetevi perchè..

Infine, il decimo consiglio che fa impallidire il decimo comandamento in quanto a notorietà: NEGATE.

Negate sempre e comunque, anche se ha le prove, anche se vi ha visto, anche se siete già stati sbattuti fuori casa e vivete in un bilocale in affitto e non avete nemmeno più la connessione wifi per tornare nel vostro caro sito internet, voi negate e siate orgogliosi di voi, non avete più intorno a voi quella prigione del matrimonio e sarete liberi di fare qualcosa di nuovo della vostra vita, come iscrivervi in un sito di incontri per single.

 

 

06.09.13

Shopaholic

Archiviato in Argomenti vari taggato , , , , at 15:27 by vaniglia

Sto peggiorando, inesorbilmente e inevitabilmente direi, questo shopping online mi sta mandando ai pazzi.

I primi tempi, quando ero inesperta e poco fiduciosa mi contenevo, guardavo se c’era il pagamento con il contrassegno, e magari con poche spese, compravo solo su un paio di siti, solo determinate cose, solo determinate marche.

Ora ho preso la mano, troppo decisamente troppo, ci sono troppi siti online, che ti vendono di tutto e di più, già di più di quello che nemmeno potevi immaginare.

Poi ti seguono, se ti iscrivi (e ammetto che mi iscrivo sempre), poi ogni volta che sei da qualche parte, a controllare la tua posta o chissà cosa, li tranquilla che non stai pensando a niente di nuovo da comprare, ecco che nella barra laterale appare proprio la pubblicità di quello che stavi guardando il giorno prima. Loro lo sanno, se lo ricordano che avevi pensato di comprare un libro, un paio di pantaloni a zampa o le tazze da asporto con il cappuccio..si, quelle dei film americani, ho trovato anche quelle e che fai non le compri?

E’ tutto talmente semplice, aggiungi al carrello, che nemmeno pesa, non ha le ruote fuori convergenza e  non ti serve nemmeno l’euro.

Te lo spediscono, li a lavoro o a casa in due/tre giorni, niente fila nel negozio, soprattutto cose che nel nogozio non troveresti mai!ed era quella la fortuna, piccolo paese, pochi negozi, poche spese…finchè non ci hanno dotato di questo internet maledetto!

Quando vai a comprare in negozio c’è da fare la tipica procedura quando rientri a casa del “getta la busta, scontrino, leva cartellino e riponilo in casa come se ci fosse sempre stato”, e nessuno si accorgerà di niente!

Con il pacco è già più complicato, in genere poi questi corrieri hanno il vizio di andare in giro con questi furgoni ingombranti e colorati e anche le divise non sono da meno, ma in qualche modo te la svincoli tipo “era per te il pacco?” e tu, “sì ho vinto una confezione da 1000 di assorbenti”, e il suo interesse al fatto scenderà sotto il minimo.

Eppure ci sono donne immuni allo shopping, che asseriscono di odiare i vestiti, le scarpe,  le borse, che poi sono i campi base, perchè come dicevo per quelle del mio livello ogni cosa rientra nello shopping, dagli attrezzi per la cucina a quelli per l’ufficio.

Le ho viste nei programmi tv, soprattutto quelli americani che cercano donne mal vestite, perchè non si trovano magari a loro agio con il loro corpo e di conseguenza non sanno come valorizzarlo e quindi tendono a comprare l’essenziale, e loro li aiutano a modificare il loro stile, per sentirsi belle e prendersi cura di se.

Ora, alla base della cosa c’è un messaggio bello, c’è il ridare alle donne la propria femminilità, una certa sicurezza, un piacersi, un blablabla, a prescindere dalla loro forma fisica, del “chissenefrega dei canoni”, bravi belli mi piace.

Poi alla ventesima puntata che guardavo ho capito, ho capito che stavano facendo estinguere il 2% delle donne che non sono affette da shoppinismo, che non vanno dalla parrucchiera una volta al mese, che non gliene frega niente del nuovo correttore illuminante e che l’unica zeppa che conoscono è quella che si mette sotto la porta.

Quindi se all’inizio ero felice per loro, quando si guardavano allo specchio, con un bel vestito che enfatizzava il punto vita, con una messa in piega degna di nota, con un paio di scarpe non made in china, piano piano il mio entusiasmo per loro calava perchè sapevo che poi si sarebbero ritrovate come la maggiorparte di noi: con la parrucchiera che ti azzecca il colore una volta si venti no, con i vestiti che diventano brutti la seconda volta che li metti e con mille cose nei cassetti, bauletti e armadietti e altre duemila nella lista dei desideri di altrettanti siti di shopping online.

Insomma, esistono donne che non fanno shopping, e se non ve ne siete mai accorti è solo perchè ci sono quelle come noi che compensano la carenza e mantengono attivi i sondaggi sulle spese…quindi se tu caro lettore ti senti fortunato perchè tua moglie dice sempre che non gli piace fare compre, tranquillo, le passerà.

 

 

05.09.13

(A)Social

Archiviato in Argomenti vari taggato , , at 14:07 by vaniglia

Sono diventata asocial, si si, nell’era della gente che twitta, posta, insta, dove tutti sono con tutti ovunque e sempre, che sanno che sei “qui, quo e qua”, sono diventata asociale.

Ormai non ti invita più nessuno ai compleanni con una telefonata, ora si creano gli “eventi”, con luogo, data, ora e partecipanti, con:

ci sarò, no, si, bhò, vedi la lista degli invitati e se c’è quella che ti sta sulle palle ti eviti il disturbo di andare.

Ho all’attivo 456 amici, e quando ho un  problema non ho voglia di chiamare nessuno, mi piacciono le serate tranquille in cui le persone parlano e si scambiano opionioni, in cui se qualcuno mi dice che qualcosa gli piace poi mi deve spiegare anche perchè.

Mi piacciono quelli che se ti citano la frase di un libro è perchè lo hanno letto tutto, quelli che non ti incontrano per strada spaccandoti l’anima perchè l’altro giorno avevi scritto che ti piacciono i gatti con la coda rossa, quelli che non ti dicono che stai sempre a mangiare solo perchè ti piace scattare foto a quello che cucini.

Mi piacciono quelli che se gli stai antipatico te lo dicono, ma va bene anche che non lo dicano mi basta che non cerchino di dimostrare il contrario,  mi basta che non debba leggere su bachece virtuali insulti a un generico “quelli che”.

Ammetto che il vortice ti tira, altro che se ti tira, in mezzo a quel delirio, ammetto che in ferie stavo spesso con il cellulare in mano, sempre collegata, sempre a guardare, sempre ad aspettare, aspettare cosa poi? popolarità, approvazione, compagnia? io mica l’ho capito a che servono questi social, io non li so usare, va bene che ti dicano a cosa serve questa e quell’altra funzione, sì, sì mi va bene che almeno sento quello zio che non vedo mai e ho ritrovato le amiche di scuola, ma tanto se poi non le vedo, in carne ed ossa davanti a un buon aperitivo io non mi sento meglio.

Non mi sento meglio nemmeno se nella foto del profilo sono venuta bene e 20 “like” non fanno aumentare la mia autostima, è tutto così breve, tutto così banale.

Ci si aspetta di vederci belli e bravi nel riflesso degli sguardi degli altri, ma l’immagine che rimanda non è altro che quella che abbiamo di noi stessi.

Sono stressata, nella sezione più leggera del termine, altra notifica, altro invito, altro compleanno, in un locale stavolta, con tanto di pulmino che ti porta e ti riporta, per tenere salda la patente e la salute. Cosa carina e simpatica, nonchè responsabile, se non fosse che io la patente l’ho già rinnovata una volta, non me l’hanno mai tolta e il pulman l’ultima volta l’ho preso per la gita delle superiori. E’ per questo che dico che sono diventata asocial, nei social e fuori.

Ho bisogno di ritrovare il mio habitat naturale. Lo so che ormai ci sono le serate a tema  tipo “venerdi dei single” dove si ritrovano tutti i separati mischiati a giovani ventenni e questo non crea disagio a nessuno, e magari al bagno la cinquantenne potrà essere orgoliosa di vedere che ha lo stesso top della ventenne biondina, ma a me queste cose proprio non mi stanno addosso.

A me manca parlare con le persone,  a me manca frequentare persone con cui ho voglia di parlare, persone con cui ho qualcosa in comune che sia più di un’amicizia virtuale, non lo so come e perchè entro nelle liste di questi eventi a cui ho voglia di partecipare come si ha voglia di partecipare a un convegno sulla cellulite, sta di fatto che ho una gran voglia di dire “no, non parteciperò”, senza sembrare troppo, troppo asocial.