28.03.13

Nata sotto il segno della Pera

Archiviato in Argomenti vari at 19:45 by vaniglia

Da piccola sicuramente volevo fare la ballerina, non che me lo ricordi come pensiero assiduo, ma trottorellavo con Heather Parisi cantando “cicale cicale” come se fosse la cosa più entusiasmante del mondo, per non parlare dei tredici anni di scuola di danza che ho frequentato e prontamente buttato alle ortiche in piena adolescenza appena ho preso la prima cotta e trovato modi più interessanti di passare i pomeriggi.

Non posso tralasciare di certo l’aspirazione da pallavolista, con altrettanto corso,  da nuotatrice, fiorista e cassiera della coop,sono sempre stata ammaliata dal biip in cui passavano le cose, insomma avevo pensato a tutto quello che potevo diventare, tutto tranne la donna a pera.

Già, finito il metabolismo da caterpillar tipico della adolescenza e che sfiora fugacemente qualche anno a seguire dopo la maggiore età, ho iniziato a capire che più gli anni si avvicinavano ai trenta e più il mio sedere tendeva ad avere un filo diretto con quello che mangiavo. Perchè se prima mangiare pizza un giorno si e l’altro pure, divorare biscotti come fossero puntate di sex and the city non aveva alcun effetto se non darmi un enorme soddisfazione, adesso pare che niente più passi per lo stomaco, la cena se è stata abbondante te lo ricorda il pantalone che tira il giorno dopo.

Ma non importa, le patatine in sacchetto mi nauseano, le cucchiaiate di nutella non riuscivo più a mangiarle nemmeno quando ho capito perchè “suocera” dovesse suonare come qualcosa di brutto, il problema è tutto il resto che anche se pa confronto è poco, basta e avanza. Scrivo mentre il riso integrale che sarà la mia cena e il mio pranzo sbuffa sul fuoco davanti a me e questo ormai succede da mesi, amo e apprezzo la dieta varia e leggera, equilibrata e sana, ma allora, perchè continuo a essere una pera?

Smettere di mangiare schifezze è una cosa che accetto e mi gratifica, ma dover smettere di fare shopping mi sta devastando, compro cose che mi nascondano, ormai neanche li provo più i vestiti, agguanto una L, nel dubbio meglio larga, ma ormai niente di quello che compro mi piace per più di dieci minuti, perchè non mi piace addosso a me.

Poi la moda ha del diabolico, questi leggings, pantaloni stile peter pan alla caviglia, li ricordo bene, avevo undici anni e li avevo di tutti i colori, ma pesavo anche 45 chili e della cellulite mi avrebbero informata almeno 4 anni dopo insieme al fatto che babbo natale non esiste.

Ma agli stilisti che importa? loro hanno modelle con fisici da tredicenni alte tre metri, meno male che hanno avuto il buon gusto di evitare i leggings con l’elastico sotto al piede.

Quindi se quelli ho evitato di comprarne in quantità industriale, lo stesso non ho potuto fare con i jeans, visto che sono anni che i pantaloni a zampa li trovi solo sulle foto del liceo,  ora solo ed esclusivamente skinny, aderenti, stretti all’inverosimile, non devi avere il polpaccio, ma solo stinco, come quello che ti servono nel cartoccio nei ristoranti. Possibilmente devi anche essere sfornita di fianchi e glutei, senza tralasciare il fatto che le gambe devono essere lunghe almeno il doppio del busto, una giraffa insomma per far si che questo modello ti valorizzi.

Peccato che la maggiorparte di noi è fornita di fianchi, nonchè un bel fondoschiena, e che l’effetto finale non è altro che i pantaloni così stretti in fondo facciano notare quanto tutto il resto sia così largo in cima. Infatti devo ammettere che la cosa principale che mi ha convinto a fare l’errore di comprare il primo paio è stata che con questi le scarpe si vedono in tutto il loro splendore, ma il gioco non vale la candela, preferisco portarle a mano piuttosto.

Ultimamente apro l’armadio e mi domando se ho sbagliato e aperto quello di qualcun’altro, un po’ come quando rientri e trovi tutto in ordine perchè quel giorno tuo marito ha sistemato, ti scusi riesci e cerchi dov’è veramente casa tua.

Queste riviste, giornali, programmi tv, non fanno altro che farti vedere cosa va di moda quest’anno,questa stagione, il mondo della moda lo immagino come un gruppo di persone che ogni mese si riunisce e dice : qual’è il colore che nessuno compra? qual’è il modello che sono anni che nessuno mette? perfetto, quest’anno è di moda.

Quindi eccoci tutti in fila a comprare maglioni verde pistacchio e pantaloni a pois antiestetici, e non appena avremo finito di buttare fino all’ultimo paio di pantaloni a zampa ecco che tornano magicamente di moda,e tu in tutto questo, dentro a questo corpo di donna che cambia e si modifica più del visto rifatto di Nina Moric negli ultimi dieci anni, ancora non hai capito che sei una pera, una bellissima pera, a cui stanno bene solo determinati pantaloni e determinati colori. Una pera che ha smesso di guardarsi allo specchio e cercare di indossare qualcosa che le dona e le piace anche dal vero e non solo sulle copertine e addosso alle altre.

22.03.13

Invasioni barbariche di testosterone

Archiviato in Argomenti vari at 08:44 by vaniglia

Non sono mai stata il tipo di persona che si sveglia con l’oro in bocca, che spalanca la finestra e dice buongiorno mondo e non credo che neanche lo diventerò, ormai.

Sta di fatto che ci sono mattine che mi capita di svegliarmi piuttosto bene, senza ciondolarmi giù dal letto e riuscendo ad avere un viso azzarderei a dire, rilassato, però, c’è sempre un però, quando mi capitano queste mattine succede sempre che incontro qualcuno che sembra essersi alzato con un solo muovente: rovinare a me la mattinata.

Se Fantozzi era perseguitato da una nuvola piovosa, io ultimamente sembro perseguitata da uomini che hanno almeno il 95% dei difetti che non sopporto e cosa principale, ci tengono molto a farmelo notare.

L’ultimo ha lasciato il mio ufficio cinque minuti fa, infatti ancora non ho un battito regolare, e in tre minuti è riuscito ad essere maschilista, maleducato e invadente senza nemmeno finire di bere il suo caffè, io per mia fortuna ho smesso di berlo.

Ha deciso che stamani doveva raccontarmi la sua vita,da sposato per venticinque anni ma sempre in giro per il mondo,finchè  moglie non gli ha chiesto di cambiare e lui alzando le spalle ha detto, “ormai figurati se cambio”, annuivo con un tic nervoso, “l’ho tradita fin dall’inizio che pretendeva”, il tic era dovuto più che altro per il modo in cui mi guardava, come una donna stupida che pensa ancora che ci sono uomini intelligenti. Fortunatamente ormai sono dotata di sacchetti di carta sotto la scrivania in cui respirare in caso panico da “discorsi da testosterone idiota”, che nemmeno l’Alitalia è così ben fornita.

Non mi ha dato neanche troppo fastidio la storia di per se, perchè ognuno si sa nella sua vita fa quello che vuole, più che altro il suo bisogno di convincermi che aveva ragione, di giustificarsi, per poi concludere che tanto è colpa delle donne, quelle che fanno i figli e mettono da parte i mariti, quelle che insomma da mamma iniziano a farlo solo a quelli che sono in casa e hanno meno di trentanni.

A quel punto, mi ha rassicurata, vedendomi accigliata e con la busta di carta tra le mani, sollecitandomi a non essere arrabbiata con gli uomini, prontamente ho tolto la faccia dalla busta e con il sorriso più falso che ho mai fatto in vita mia l’ho rassicurato che in genere valuto sempre ogni singolo soggetto e che in effetti le donne spesso sbagliano con i mariti, ma nel momento della scelta.