23.09.11

Amore…da Film

Archiviato in Argomenti vari at 07:59 by vaniglia

imagesI film d’amore, che siano in chiave comica o romantica da glicemia alta, sono per le donne un metro di misurazione del loro livello di soddisfazione in campo amoroso.

Siamo leggermente, sottolineo, leggermente masochiste in certi contesti.

Ma non quel masochismo spicciolo che ci hanno attribuito, quello che rimanda al fatto che, più son stronzi e più ci piacciono, no no, quello è ego, ego femminile che non si da pace di fronte ad un caso disperato di uomo sprovvisto di sentimenti…sentimenti verso di noi in particolare.

Luoghi comuni, siamo talmente pieni di luoghi comuni sugli uomini, le donne e  l’amore, che quando in determinate situazioni si presenta l’occasione di dare quel qualcosa in più, di dimostrare qualcosa prima di tutto a noi stessi, molto spesso facciamo un passo indietro e ci nascondiamo dietro ad uno di loro.

I luoghi comuni non hanno bisogno di scuse, non aggiuntive per lo meno, c’è l’uomo che non è fatto per i legami, quello che pensa ancora alla ex, anche se non si è ben capito quale, la donna incapace di restare calma all’interno di un rapporto che non dura da più di due settimane senza sentire l’irrefrenabile bisogno di giurare amore eterno, insomma, ci sono proprio tutti.

 I film d’amore dicevo, si scelgono i film d’amore per tre motivi, perchè si è all’inizio di una storia e siccome con lui non si può già fantasticare su come saremo tra dieci anni senza essere lasciate nel bel mezzo di una cena a 50 km da casa,  il film serve da proiettore di tutte le nostre aspettative, quali dichiarazioni romantiche, notti di passioni interminabili, e chissà, matrimoni felici e figli allegri. In questi casi molto spesso il film serve da riempitivo. Anche se a nessuna capiterà  mai di fare vasi di creta con il proprio fidanzato e soprattutto  nessuna donna sana di mente lo farebbe nel salotto di casa sparando creta ovunque.

Ma il masochismo di cui parlavo nasce in ben altri contesti, quelli in cui un film d’amore è utile al tuo cuore come un’infarto.

Situazioni in cui persino il video noleggio si rifiuta di sputare quel maledetto dvd, in quanto ti ha visto con gli occhi gonfi già alla lettura del trailer.

Eppure c’è come un bisogno inconscio di sanare il nostro lato romantico, abbiamo bisogno di novanta minuti di film che ci dimostri che non sono tutti stronzi.

In genere il film finisce bene, anzi da contratto i film d’amore devono finire bene, è la tua serata che non finisce altrettanto bene ne è un chiaro segno il pacco di biscotti che ti guarda vuoto e sbriciolato.

Fortunatamente questi periodi durano poco, un’altro luogo comune è che si sta male per una storia la metà del tempo che è durata…assolutamente falso, si può star male secoli per storie mai realmente iniziate, e non star male affatto per storie lunghe.

Il bello, concedetemelo, dell’amore, anche quando tanto bello non ci sembra, è che non segue nessun luogo comune, vedi bene che di film d’amore ne hanno fatti a bizzeffe, e i film d’amore sono i luoghi comuni per antonomasia, eppure non capita quasi mai di sentire che ”a tizia con tizio è successo proprio come in quel film”…anzi si dice proprio il contrario…”che ti sei fatta un film”!

Ma avevo detto che i film d’amore si guardano per tre motivi, il terzo è per puro compiacimento, quando sai che puoi sederti li e nessuna scena ti farà singhiozzare se non per felice commozione, e non importa se non ci sono biscotti in casa, se tutto è come deve essere.

19.09.11

Veramente Falso

Archiviato in Argomenti vari at 09:40 by vaniglia

Stamani non so esattamente cosa mi sia staltato in mente, voglio dire, il lunedì mattina già è tragico di suo, trovare qualcosa di decente da mettersi in un minuto e venti ha dell’impossibile, ma andarsi ad infilare in un paio di jeans che hai sapientemente evitato da più di un anno, significa andarsele a cercare.

Infatti, mentre il cane ancora stava leggiadro sotto le coperte, mi sono ritrovata senza fiato chiusa dentro quel paio di pantaloni che gira nel mio armadio da almeno nove anni ed ha ormai passato tutte le fasi, comprato perchè in saldo, comprato con gamba a sigaretta invece che a zampa quando ancora predominavano i secondi,per anticipare la moda, ma ho esagerato con l’anticipazione e quindi è stato in stand-by per due anni almeno. Riscoperto al momento giusto, sono stati larghi, poi precisi, poi perfetti, poi dimenticati lì, fino stamattina in cui li ho classificati “testimoni degli anni che passano” e quindi come tutti i testimoni scomodi, vanno eliminati.

Sono per l’eliminazione di recente, netta e veloce.

Mi sono accorta che siamo in un mondo made in China.

Tutto o quasi perfettamente contraffatto, falso, copiato, messo li per attirare l’attenzione, utilizzando il successo di qualcun’altro, per una borsa usano un semplice brand stampato sulla stoffa, per le persone sorrisi stampati sulla faccia.

Se una borsa di Gucci falsa ormai posso dire di riconoscerla ad occhi chiusi, per i sorrisi di facciata potrei essermi tranquillamente portata a casa un’autentica collezione di falsi d’autore.

Ero il tipo che poteva girare per le bancarelle di strada e dire con faccia sbalordita, “o mio Dio ma questa è una Louis Vuitton e costa solo 50 euro”, che è come a dire, “o mio Dio, questa persona la conosco a malapena eppure si preoccupa realmente per me”.

Eppure chi mi indirizzava c’era sempre, e solitamente mi indirizzava sempre a vedere il peggio, chi non ha una madre, che diffida da chiunque e ci tiene a dirtelo anche quando le dici che la tua parrucchiera ha cambiato la shampista.

Eppure non riuscivo a rimanere immune.

Avevo come degli anticorpi ingenui che facevano passare i virus senza problemi, e questo genere di virus ti si insinua dentro, ha dei tempi variabili di incubazione e colpisce varie aree, può essere la tua vita privata, le tue amicizie, il tuo lavoro, o semplicemente tu.

La cosa più difficile della guarigione sicuramente è stata il rendersi conto che molto spesso questi non sono virus che ti attaccano proprio perchè sei tu, sono più come quegli starnuti che ti becchi in metropolitana da qualcuno che non ha la buona abitudine di mettere la mano davanti.

Succede e basta e prima te ne accorgi, prima ti curi e ti disinfesti dai parassiti di vita e meglio è.

Le prime volte puoi portarti dietro gli strascichi per un bel po, come il naso rosso da clown per il raffreddore.

Poi impari a capire che non ne vale poi tanto la pena e soprattutto ti rendi conto che nonostante i tuoi globuli bianchi non sappiano bloccare tutti i virus sul nascere, è sempre molto meglio essere cagionevoli di fregature, che diventare “immuni” al genere umano.

02.09.11

Post…ferie

Archiviato in Argomenti vari at 08:27 by vaniglia

Sono ancora molto turbata dall’ultimo taglio di capelli che mi ha sbagliato la parrucchiera, è successo mesi fa, ma un taglio così può perseguitarti per anni.Considerando che l’andare a fare i capelli ha un che di terapeutico per le donne, il fatto che il risultato non sia quello sperato ha conseguenze tragiche.

Come il fatto che le ferie sono finite, sono finite le giornate al mare e la fissa con la prova costume.

Rientrata in ufficio, quasi in automatico, il bel colorito dorato, sano, tipico di una persona felice è stato scalzato dalle occhiaie che questo pc mi causa e da un colorito che non so per quale ragione ci tiene tanto ad assomigliare a quello di queste pareti, imbiancate nell’ottanta e che ad oggi non hanno un bell’aspetto, e nemmeno io di conseguenza.

A peggiorare la situazione c’è il clima, che ha avuto la pessima idea di divenire africano proprio nelle settimane del rientro dalle ferie.

Per me dovrebbe andare più o meno così, rientri dal mare, tempo quei tre quattro giorni per sistemare i bagagli e rimetterli in garage di modo che per almeno un anno non ti sfiori nemmeno l’idea di un’altra vacanza perchè tanto non puoi farla, lunedi rientro a lavoro, clima 15 gradi, giacchetto, sciarpa, foglie gialle, autunno.

Così, tutto intorno, il paesaggio, gli alberi spogli posso essere del tuo stesso umore. Invece…invece ad oggi splende il sole quindici ore su ventiquattro, vedi ancora gente in giro che ha la faccia da ferie e tu la odi, la odi tanto, gli alberi sono in fiore e non c’è mai un posto all’ombra.

Su fb vedi foto di gente al mare, cancelli dagli amici quelli che erano in vacanza con te e provano a taggarti in qualche foto in costume di cui tu nemmeno sei a conoscenza, nelle quali respiri regolarmente e quindi il tuo addome come te, essendo in vacanza, è assolutamente rilassato. Foto in cui probabilmente non hai fatto in tempo prima del click e mettere le gambe in una posizione tale che la pelle sia abbastanza in tensione da nascondere la buccia d’arancia, cosa che credo accada solo se sei a testa in giù appesa a qualcosa.

Oggi è venerdì, da quel famoso lunedi in cui speravo di svegliarmi già in pieno autunno sono passati appena quattro giorni, da quel lunedì incui mi sono detta, “wow secondo me, fino a gennaio vado bene”, da quel lunedì il mio colorito ha già perso tre toni, sono passati solo quattro giorni e già bramo il fine settimana come una donna brama una parrucchiera che conosca la differenza tra spuntatina e potatura di una siepe.