23.05.11

Capitoli

Archiviato in Argomenti vari at 10:04 by vaniglia

da_leggere_dizionario_affettivo_della_lingua_italiana_smemo_news_lifestyle_fullCon il bel tempo a me viene voglia di leggere libri.Sarà  perchè con l’estate in televisione non passano più un programma decente, ammesso che ancora ce ne siano, però dopo un pò sento la mancanza dei libri.

Se nel trasloco di cui parlavo l’altro giorno non è stato difficile buttare oggetti che sapevo inutili, i libri non li ho mai buttati.

Anche quelli riletti più volte, i libri sono come gli amici, non ti disfi del ricordo di un amico.

Io i libri li compo in base all’umore, se vuoi sapere che pensa una donna della sua vita in quel momento, guarda che libro ha sul comodino.

Ricordo con esattezza il libro che era sul mio poco prima che lasciassi il mio ormai ex fidanzato, dopo una storia di quattro anni, di cui uno di convivenza sul mio comodino c’era un romanzo “bebè o tacchi a spillo”, nemmeno un mese dopo quel libro era negli scatoloni accanto ai miei tredici paia di tacchi a spillo.

 

Poi dicono che le donne sono complicate, a me sembrano più libri aperti,  l’essenziale è tra le righe e molti sono presbiti.

19.05.11

Ottimismo

Archiviato in Argomenti vari at 14:03 by vaniglia

226198_160067610724915_158284387569904_363617_2599508_nSiamo a metà giornata ed ho già cambiato maglietta due volte.

Serviva qualcosa che ravvivasse la giornata, questa maglietta sembrava esserlo.

Ho magliette in quantità industriale, lo sto riscontrando durante il mio ultimo trasloco, continuavo a togliere roba dal quel minuscolo armadio e non finivo mai.

Mi sono domandata se dall’altra parte ci fosse qualcuno che continuava a mettere vestiti.

Dopo mezz’ora era tutto sul mio letto, sono stata ottimista quando ho pensato che sarebbe stato facile, ma l’ottimismo nella vita serve, è necessario, fondamentale direi.

Grazie al mio ottimismo tre paia di jeans che hanno traslocato con me negli ultimi otto anni senza praticamente essere mai indossati, non sono finiti nel cestino.

Perchè appena li ho visti ho cercato di ricordarmi che anno correva quando li ho acquistati, per poi dirmi, non mi entreranno mai.

E invece, a voler essere ottimisti quanto audaci, li ho provati.

Per alcuni sono serviti abili movimenti di contorsionismo, altri si sono chiusi solo grazie ad una momentanea sospensione respiratoria, ma il bilancio si è chiuso in positivo, pantaloni buttati: uno su quattro.

Mi sono accorta che in casa ho praticamente una mini riproduzione del reparto candele dell’Ikea.

Protrei illuminare casa solo con quelle per mesi.

L’ottimismo di cui parlavo prima invece non so se abbia un reparto particolare dove si possa acquistare, ma so che è una fonte rinnovabile.

Ad esempio, l’ottimismo che mi ha fatto  provare quei pantaloni invece di buttarli direttamente ha dimostrato che sono dimagrita, mi ha fatto sentire meglio e quindi ancora più ottimista.

Semplice e lineare.

Se in caso contrario però non mi fossero entrati si potrebbe pensare che mi sarei sentita peggio, perchè avrei pensato che non solo ho quattro paia di pantaloni in meno, ma il motivo è pure che sono ingrassata.

Ma sono talmente tanto ottimista verso il mio ottimismo che sono sicura che la cosa che mi avrebbe tirato su il morale in quel caso sarebbe stata che avevo un OTTIMA scusa per comprarmi almeno altri tre paia di pantaloni.

Perchè essere ottimisti non è come avere delle aspettative troppo rosee, ho letto non so più nemmeno io in quanti libri che non bisogna assolutamente crearsi aspettative.

Io sono capace di crearmi aspettative anche quando compro un nuovo shampoo.

Enormi aspettative.

Per questo spesso rimango delusa, le aspettative deludono, l’ottimismo fa vivere meglio.

Concedetemi anche di puntualizzare che le aspettative smorzano la sorpresa.

Perchè si è già entusiasti al pensiero, con il tempo anche l’entusiasmo esaurisce, e quando otteniamo quella determinata cosa non abbiamo quasi più reazioni.

Se non ci è stato dato il dono di prevedere come andrà e cosa accadrà nella nostra vita ci sarà un perchè.

Per tutte le volte che mi sono detta “se l’avessi saputo prima”, ce ne sono almeno il doppio in cui mi sono detta l’esatto contrario.

Mi madre mi ha aiutato con il trasloco, questa volta pensava di trovare una modica quantità di vestiti (visto che è l’ottavo trasloco quindi ho avuto tutto il tempo di disfarmi del superfluo), ma il suo non è ottimismo, è credere nei miracoli.

18.05.11

Mini Barbie

Archiviato in Argomenti vari at 08:44 by vaniglia

little_missSenza parole, credo per certi argomenti lo sgomento sia il commento più idoneo.

“Fa il botox alla figlia di otto anni per avvantaggiarla ai mini concorsi di bellezza e spianarle la strada per quando sarà grande e avrà un’attrice o una cantante da emulare.”

A me sono aumentate almeno del 3% le rughe per la quantità di espressioni che la mia faccia ha assunto durante la lettura di questo articolo, che proseguiva con la notizia che le ha pure fatto la ceretta.

Grazie a quest’ultima frase ho una ruga a tutta fronte che non mi lascerà più.

Sarebbe troppo semplice dire che la gente è impazzita.

Ricordo che fino a quattordici anni almeno mia madre non mi faceva nemmeno radere quei tre peli in croce che avevo sotto le ascelle, la prima volta che ho potuto finalmente farlo ero talmente entusiasta della cosa che mi sono subito spruzzata una bella dose di deodorante alcolico senza nemmeno sentirla  che mi urlava di aspettare qualche minuto che sennò bruciava.

Ma in certi casi credo che l’esperienza serva più di un’avvertimento..

Sta di fatto che a ventisette anni mi faccio la ceretta con lo stesso entusiasmo con cui un uomo accetta consigli su come parcheggiare.

Pensare di fare il botox ad una bambina di otto anni, farle partecipare a dei concorsi di bellezza, in cui salgono sul palco con più lacca nei capelli di moira orfei, vestite di lustrini e ammiccanti come veline, mi fa sentire male considerando che già trovavo sconcertante regalare cucine e mini ferri da stiro alle bambine, preferivo di gran lunga le Barbie.

Giochi che stimolano la fantasia, che fantasia ti stimola un ferro da stiro?

Oggi le bambine non giocano con le bambole, sono le mamme che giocano con le bambine.

Forse perchè a loro volta da piccole e poi da giovani non hanno fatto quello che era il tempo di fare, ora sfruttano il tempo delle figlie.

Perchè non è illegale tutto ciò?Le privano della spensieratezza, il bello dell’essere bambini è che il corpo non ti segna, maschi e femmine quasi si somigliano, sono tutti al pari, cosa c’è di più bello?

Stavo per spegnere la televisione ieri sera, ma non ho potuto fare a meno di sentire la presentazione del programma che stava per andare in onda…citava con tono sconcertato discorsi fatti in chat tra dodicenni, parlavano di sesso, di quel sesso “adulto”, parlavano di foto che delle tredicenni nude mandano ai compagni per farsi fare le ricariche.

Gli adulti in studio stavano li seduti con fare serio, le mani conserte sulle gambe e quello sguardo bacchettone che piace tanto a questi programmi.

Gli stessi programmi che una sera si e una no raccontano come si fa soldi facendo le escort, di chirurgia plastica appunto e spesso ospitano persone che sono li perchè hanno come unico talento le tette rifatte.

Mi pare uno spettacolo degno di nota, quello che stiamo vivendo oggi,creiamo dei mostri, un pluri assassino che ha investito ubriaco degli adolescenti ha un’agente, una linea di vestiti e fa le serate in discoteca.

Non ci sarebbe da stupirsi se come dichiarazione dei supestiti di una strage del sabato sera trovassimo “stavo arricchendo il mio curriculum perchè cerco lavoro nello spettacolo”..

A meno che il nostro paese non sia gestito da dei tredicenni, credo proprio che abbiano sbagliato dove puntare il mirino, sono altre le persone che dovrebbero essere preoccupate..ma se è vero che un uomo che ha forti preoccupazioni riscontra delle difficoltà in campo sessuale, si può allegramente asserire che nel nostro governo sono tutt’altro che preoccupati.

13.05.11

Prometto di amarti e darti ragione

Archiviato in Argomenti vari at 08:10 by vaniglia

20071204142022casting200Cosa vogliono le donne..Freud..dovevi proprio morire prima di dare una risposta?..così lasci intendere che la cosa sia più complicata del dovuto!

Il problema reale è che si cerca una risposta univoca?vorreste svelare l’arcano con una semplice formula applicabile con tutte e sempre?Sarebbe troppo facile state pensando.

E lo è.

Ho scorto in me un sorriso di enorme beatitudine quando leggendo un articolo mi è stato confermato quello che io sostengo da anni, fare shopping allunga la vita.

Non so se il mio fervore fosse prettamente legato al fatto che finalmente posso farlo senza sentirmi in colpa, anzi, DEVO farlo perchè mi fa bene, oppure perchè era entrato in circolo in me il più rinomato “eccitante femminile”..il fatto di sapere che AVEVO RAGIONE IO.

Perchè fate come vi pare, comprate fiori, siate galanti, premurosi ecc,ecc,ecc, e di certo avrete una compagna fedele e felice, ma quello che la manderà veramente in visibilio è la possibilità di avere ragione, ragione su di voi, sul suo capo, sulle sue amiche, su tutto.

Le donne vogliono avere ragione.

Tutte queste storie sul fatto che le donne non sono mai contente, del loro aspetto, della loro vita, del loro uomo, sono tutte baggianate che vi distraggono dal rispondere a quella domanda.

Le donne si lamentano, sempre e comunque, è uno sport, un passatempo, una valvola di sfogo.

Gli uomini vanno a pesca, a giocare a calcetto, riparano macchine senza essere meccanici e senza che nessuno glielo abbia chiesto, in questo modo scaricano la tenzione, lo stesso accade quando una donna si lamenta.

Lo fa con convinzione, con malcelata puntigliosità, nei momenti più improbabili, riuscirà a lamentarsi su ogni fatto andato vagamente storto negli ultimi trenta giorni, probabilmente piangerà anche nel frattempo.

L’uomo rimarrà a guardarla in silenzio, con la forchetta a mezz’aria la bocca socchiusa e lo sguardo stupito come se avesse appena notato il cane che fluttua in mezzo alla stanza.

Nel suo cervello si domanderà cosa di così tragico possa essere successo tra l’ora di pranzo in cui la sua compagna era apparentemente tranquilla e l’ora di cena in cui se la ritrova davanti con una lista dettagliata di tutto ciò che non va e lui già si sta domandando come fare a risolvere tutti quei problemi, a partire dal colore della sala appena ridipinta che non è venuta come lei sperava.

Finchè non le farà la domanda di rito..”che cosa vuoi tesoro?cosa ti può far stare meglio?”

Ma non esiste risposta, ai milleuno problemi che ha in quel momento che nemmeno in parlamento ne hanno mai discussi così tanti.

In quel momento lei ha solo bisogno di sentirsi dire che ha ragione.A priscindere.

Se vi sembrano assurdi tali atteggiamenti femminili, non mi sento di dissuadervi, ma ci tengo, e giuro che ci tengo, a sottolineare un bizzarro particolare che ho notato in questo processo.

Quando una donna si lamenta di qualcosa che non riguarda il suo uomo, costui sente in se l’irrefrenabile bisogno di sellare il suo cavallo bianco e risolverle ogni problema, dai peli incarniti, al calcare della macchinetta del caffè, certo la maggiorparte delle volte non farà nel vero senso della parola, si limiterà a sottolineare che voi lo avete fatto in modo sbagliato.

Cosa che di fatto non risolve il problema ma è già qualcosa.

Ma nel caso in cui, si tratti di argomenti in cui voi avete chiaramente ragione e lui ovviamente torto succederà l’imprevedibile.

Sellerà il cavallo bianco e trotterà via e voi rimarrete li a fissare il culone bianco dondolante del cavallo mentre si allontana.

Perchè se è vero che le donne vogliono avere ragione, soprattutto quando ce l’hanno, sappiate che gli uomini  raramente ammettono di avere torto, se non per sbaglio e di certo non loro.