11.11.10

L’evoluzione in un (happy) hour

Archiviato in Argomenti vari at 09:17 by vaniglia

Ammetto che me li ero dimenticati, probabilmente perchè era un bel pò che li evitavo.

Un pò come la ceretta, come il parto, sono cose che a lungo andare ti scordi.

Ti scordi perchè hai scoperto la crema depilatoria, ti scordi perchè ormai tuo figlio è alto un metro e mezzo e ti convinci che un giorno sei rientrata in casa e lui era già li.

Così ho fatto con i discorsi da bar degli uomini, me li ero scordati.

Francamente mi ero scordata anche dei bar come alternativa per passare delle serate in compagnia.

Omai ci sono i lounge bar, dove sei talmente impegnato a spulciare il buffet per far si che quello sprizz che hai in mano raggiunga realmente il valore di 6 euro, che non puoi anche parlare.

In genere le persone per l’aperitivo annuiscono e sorridono, niente di più, per questo lo chiamano happy hour, in quell’ora sono e sembrano tutti felici.Felici di mangiare, sorridersi e non iniziare mai una reale conversazione.

Invece le chiacchere da bar sono decisamente più animate, si arriva sempre al punto in cui c’è qualcuno che dice “siamo avanti di 5 punti” e da li in poi non sorride più nessuno.

Ne ammiro l’entusiasmo, lo ammetto.

Li senti parlare come se loro fossero li, come se con quel difensore o portiere loro ci andassero a cena ogni sera, come se fosse una questione realmente delicata.

Mi domando in certi casi dove stia realmente la differenza tra il pettegolezzo femminile e il parlare di sport degli uomini.

C’è un però.

Lo devo amettere.

Se ti trovi in un gruppo di donne è probabile che nel giro di un’ora tu riesca a sentire una varietà tale di argomenti da far impallidire la scaletta domenicale della D’Urso.

Si può partire dalla linea, ai dolori mestruali, a fatti drammattici che ci hanno colpito o hanno colpito qualcuno che ci è vicino, passando per le vicende di persone che conosciamo, passando per un attimo a quello che successe nella gita delle medie, fino a che arriviamo a parlare di uomini, di sesso ed a quel punto ci sono stati momenti in cui mi sono detta…la virilità di certi uomini sta ancora in piedi perchè non ha mai sentito la verità di qualche donna.

Gli uomini invece sono molto più monotematici.

Ti accorgi subito in mezzo a che tipo di ‘branco’ di trovi.

C’è quello del calcio, delle moto, delle auto, della caccia,della pesca o degli intellettuali.

Hanno comunque tutti un denominatore comune, anche se si incontrano tre volte a settimana, sempre loro, non solo l’argomento è lo stesso, ma anche ciò che viene detto.

E’ stupefacente.

Nonostante quello della lazio non si troverà mai d’accordo con quello della roma, o l’interista con il milanista, loro si ritroveranno,parleranno dell’ultima domenica di campionato e ognuno dirà sempre le stesse cose senza mai arrivare a un punto. Perchè il punto non è arrivare a un punto, il punto è, parlare e non ascoltare.

E’ fantastico.

Gli uomini quando parlano di argomenti in cui ritengono di avere totale ragione non si ascoltano.

E non lo fanno solo con le donne, è questo che mi ha reso una donna più serena!

No, non mi ero dimenticata…se ve lo steste chiedendo, gli uomini parlano ancora delle donne.

Ho scoperto addirittura che ci sono uomini che all’interno del gruppo esternano la loro frustazione nel caso stiano soffreno per una donna, si è così, c’ero e me lo ricordo.

Darwin vorrebbe poter mettere questo fatto come tra i più commuoventi dell’evoluzione e io pure.

Prima l’uomo che soffriva per amore lo riconoscevi perchè era sempre più ubriaco del consentito dal livello di liquidi che un essere umano può ingerire e perchè in un locale ci provava anche con i riflessi delle donne sugli specchi intorno alla pista da ballo.

Oggi no, oggi un uomo sa soffrire anche per motivi più reali che un rigore non visto e ne parla con gli amici, o almeno ci prova.

Ho visto donne piangere per lo stesso uomo per stagioni intere, me compresa,  ho visto amiche continuare a star li a rispondere ascoltare e comprendere fino all’esaurimento.

Ma un uomo non è concesso questo, un uomo ogni domenica deve già pensare al nuovo punteggio, non si può piangere all’infinito per una partita persa.

Non so quali delle due soluzioni sia la migliore, forse a loro una pacca sulla spalla e una sul sedere di un’altra a volte serve più che sconcertanti parafrasi sul perchè e per come una storia non è andata.

Sta di fatto che, in tutto questo sono felice che ora vada di moda l’happy hour.

Mezz’ora in piedi a bere sorridere e mangiare, puoi perfino metterti quei jeans più stretti tanto non devi sederti, soprattutto  perchè puoi anche essere convinta fino al ristorante che quello che hai di fronte a te faccia parte del ‘branco’ dei ‘la domenica se mi devo svegliare alle sei è per andare a caccia sotto le coperte della mia donna ‘…