20.10.10

Tentazioni

Archiviato in Argomenti vari at 10:01 by vaniglia

Le cose non sempre sono come sembrano.

Come stamani quando ho aperto quei  cracker ai frutti rossi, che dalla foto sembravano davvero buoni, sembrava persino che avessero i frutti rossi!

Macchè, poche calorie, pochi grassi, poca roba.

Ho mangiato praticamente due cracker spessi come carta velina e francamente non me ne ricordo nemmeno il sapore.

Un pò come quando sei convinto di aver completamente ragione su un fatto, passa un pò di tempo e non ti ricordi nemmeno più che sapore avevano le tue convinzioni.

A volte si tratta solo di resistere, alle tentazioni.

Mangiare carte veline di cracker può far pensare che uno sa rinunciare alle tentazioni, in realtà vuoi mangiare qualcosa di dolce e gustoso, ma che sia altrettanto magro e ipocalorico.

E’ impossibile.

Se veramente sapessi rinunciare alle tentazioni mi sarei portata una mela, che è anche più buona e sa veramente di mela.

Le donne sono piene di tentazioni, le donne sono tentatrici e hanno iniziato proprio con le mele.

C’è  un cosa alla quale proprio non sappiamo rinunciare..no non sono  i saldi, neanche l’informarsi di fatti e misfatti altrui, nemmeno il cioccolato c’entra..non sappiamo resiste dal fare polemiche.

Mio malgrado devo ammetterlo.

Esistono ed esisteranno sempre discussioni che non hanno un perchè o un per come, hanno solo un denominatore comune, il fatto che uno dei due interlocutori è una donna.

Ritengo che ci sia all’interno del nostro sistema una zona rossa, con sensori e allarmi, di cui non se ne sa la provenienza e probabilmente nemmeno lo scopo, ma è quella zona che fa si che fatti o parole ‘apparentemente’ innocue sveglino nella donna l’irrefrenabile necessità di litigare.

Nel momento esatto in cui scatta questo all’arme in genere si consiglia di evaquare la zona per limitare i danni..purtroppo però, CHISSA’ PERCHè, quando accade ciò c’è sempre un uomo nei paraggi che non ce la farà a scappare e molto probabilmente nemmeno a limitare i danni.

Malgrado i miei ‘studi’ a riguardo,non sono riuscita a decifrare una dinamica precisa, sta di fatto che succede, succede che ci irritiamo, in un attimo e tutto diventa sbagliato.

Per lo meno a me succede.

Io ho questa zona rossa e sono certa di aver conosciuto almeno un altro paio di donne che ce l’hanno.

Se più donne poi si confrontano in questo senso, dette discussioni, che appunto fondamentalmente un senso non ce l’hanno, improvvisamente ne acquistano uno e naturalmente l’uomo che aveva fatto scattare l’allarme diventa immediatamente l’errore fatto persona.

E’ infatti sconsigliabile far si che la donna in questo stato incontri altre donne nello stesso stato, se si ha la fortuna di potersi allontanare dal ‘pericolo’ per almeno una o due ore, si consiglia di lasciarla sola, in un luogo sicuro, magari con un bel telefilm.

….ricordo che il discorso era partito da un’altra cosa..dalla mia colazione, dai miei frutti rossi che non ho avuto….

Ammetto che non ho resistito, ho finto di non leggere, ‘la foto è puramente illutrativa’..mi succede sempre, anche con i sofficini, che a me il sorriso di mozzarella con la forchetta non riesce mai farlo..

Forse succede così anche tra uomini, donne e le zone rosse, ormai ci sono e probabilmente ci saranno sempre..noi possiamo limitarle forse..come le tentazioni…gli uomini a volte dovrebbero leggere tra le righe ‘la discussione in atto è puramente illustrativa, non ha ne senso ne scopo’…ma non credo che anche loro riuscierebbero a resistere alla tentazione di risponderci..

Sono debolezze, congenite, noi conle nostre discussioni apparentemente senza senso, gli uomini con i loro..dicono che è genetico il fatto che un uomo di volti a guardare una donna, hanno come un sensore, che li fa girare autonomamente e seguire con lo sguardo principalmente il lato “B”.

Non importa dove sono e cosa stanno facendo, loro si girano.

Così noi, noi litighiamo.

So per certo che quando accade a loro, di cadere nella loro tentazione, la donna spesso non resiste e lo dice “quel sedere è puramente illustrativo”, sapendo perfettamente cosa può fare un jeans aderente!

12.10.10

dal “respirare”al “rassodare”..passi avanti!

Archiviato in Argomenti vari at 15:15 by vaniglia

Sono diabolici.

Non ho trovato altro aggettivo, non ricordo esattamente il momento esatto, però sono sicura che ero in casa, smangiucchiavo qualcosa, probabilmente seduta sul divano e lei era li che mi guardava, perchè non è detto che sia io che guardo lei, la televisione intendo.

C’è l’a pubblicità come al solito, che anche se stai facendo altro sai che è pubblicità perchè il volume si alza di almeno due toni da solo.

Vedo inquadrati un pò di sederi, che ondeggiano, girano, saltellano, ho fatto la mia solita espressione, che se la vedeste per la prima volta la riconoscereste già ‘come la solita’

Mi sono chiesta, chissà cosa pubblicizzano stavolta, una friggitrice, cosa? perchè sono sicura che non è niente che riguarda strettamente quello che era inquadrato, insistentemente oserei dire, a meno che non hanno iniziato a vedere sederi nuovi, tonici e sodi, perchè in tal caso, i’m happy.

Incece era meglio, molto meglio, o molto peggio non lo so…ancora.

Scarpe che ti tonificano il sedere!

Alleluia!La solita luce candida e il suono celestiale ha invaso il mio salotto con angolo cucina per qualche secondo.

Hanno inventato un paio di scarpe che tonifica cosce e glutei, non devi fare altro che indossarle e camminare.

Il mio iddillio non era dovuto prettamente al fatto del tonificarassoda, ma dal fatto che avevano trovato una scusa più plausibile del solito “perchè il piede respira” per comprare un paio di scarpe…perchè io so, che il mio piede non respira…e se lo facesse probabilmente mi spaventerei.

Questo per me è sempllicemente geniale.Spero però che non si debbano chiamare in gergo le scarpe da ‘culonastica’…perderebbero di fascino.

Se dei cuscinetti posti sul tallone e vicino alle punte fanno si che si migliori il tuo lato b, possiamo per favore di parlare di che miracoli possono fare un bel paio di decoltè  di vera pelle?Schiena dritta, anche perchè se stai gobba dopo tre passi con dieci cm di tacco la forza di gravità ti porta inevitabilmente a sbattere la faccia per terra.

 Addominali scolpiti, in quanto tenendo la schina dritta per reazione tieni la pancia in dentro altrimenti in penombra sembri hickok.

Polpacci e cosce si tonificano in quanto è come tu camminassi in punta di piedi cosa che poi fai realmente quando con i sudetti tacchi entri in chiese,lunghi corridoi silenziosi,ospedali,scale di casa alle tre di notte, perchè fai rumore e ti senti a disagio.

Perchè ho fatto tutto questo discorso?
Già, perchè mi serviva un paio di scarpe da ginnastica nuovo, per andare in palestra e di nuovo la pubblicità mi ha sguito all’interno del negozio, ero li davanti alle scarpe e mi immaginavo dei sederi tonici che mi guardavano con insistenza.

So che qualche uomo si rivede in questo probabilmente, ma nella situazione inversa.

Ma non l ho comprate, erano un terzo del mio affitto, quasi alla fine del mese, la culotonificità  non è bastata a dissuadermi dal pensiero che devo spendere meno.

Una cosa è certa, sostengo da anni che regalare un bel paio di scarpe a una donna è sempre qualcosa che funziona, ma io sconsiglio caldamente di proporre queste come regalo, sottolineo caldamente.

Per gli uomini un pò ingenui che si chiedono perchè, in quanto è molto probabile che molte di noi le vorrebbero, rispondo non chiedete nemmeno perchè, nel caso le regalaste e lei non apprezzi,credetemi….a fiducia, come vi dicono nella vostra di pubblicità del dopobarba..ci sono momenti in cui ‘l’uomo non deve chiedere mai’, questo è uno di quelli.

11.10.10

“SI” in tutte le lingue del mondo

Archiviato in Argomenti vari at 08:53 by vaniglia

Solitamente al mattino quando suona sveglia uno pensa…’altri cinque minuti’, io stamani avrei chiesto una proroga di almeno 5 ore.

Ieri per pranzare ci ho impiegato 5 ore, e non perchè mi hanno fatto una flebo, ero semplicemente ad un matrimonio.

Credo che sia la prima volta che metto la parola semplice accanto a matrimonio, mi domando se ci possano stare, vicine intendo, o magari è come un ‘a me mi’,'ma però’..di quelle cose che se dici una non puoi dire l’altra.

Nonostante le cinque ore, la musica incessante ammetto che non è stato così noioso come matrimonio.

La gente ballava e rideva, si scattavano foto.

A me i matrimoni mettono sempre un pò in crisi, ecco, matrimoni e crisi già mi suona meglio, abitudine.

Quello a cui sono stata ieri non era un matirmonio italiano, ero curiosa, curiosa di vedere che differenze ci potevano essere.

A parte i gusti personali degli invitati in quanto ad abbigliamento, la musica tipica che mi sono accorta avesse tonalità che il mio database non distingue, in quanto dopo due ore a me sembrava di sentire sempre la stessa canzone eppure guardando loro sapevo che non mi stavo godendo appieno le melodie.

Comunque grosse differenze non ci sono, c’è la sposa in bianco, lo sposo con completo, un bouquet, la sala allestita, un antipasto, due primi , due secondi, dolce, spuntante, bomboniera, tanti auguri e arrivederci.

Per usanza da noi viene tagliata la cravatta allo sposo.

Li danno fuoco al fazzoletto dello sposo, che simboleggia il suo stato di libertà che in quel momento finisce.

Fanno un addio al celibato nel matrimonio con il gesto simbolito di dar fuoco ‘fazzoletto del celibato’.

Chissà come andrebbe ai nosti matrimoni se lo sposo portasse quella che era ‘il suo addio al celibato’, che probabilmente ha indosso qualcosa della grandezza di un fazzoletto, sono sicura che la sposa avrebbe di che sfogarsi con l’accendino.

Comunque ieri non mi sono commossa, uno dice, ‘perchè non hai assistito alla cerimonia’.

Mhà, non credo che questo basti, in genere io mi commuovo anche alle svilate di abiti da sposa.

Sabato pomeriggio guardavo un reality su sky sui wedding planner, ritenete che io sia riuscita ad arrivare fino ai titioli di coda senza versare una lacrima?no.

Anche se ammetto che, parte della commozione era dovuta dal fatto che per me vedere due uomini che organizzano matrimoni e sanno la differenza tra un tule e un taftà è qualcosa che sa emozionarmi…a quanto pare ad oggi più del vedere due persone convolare a nozze.

Non hanno lanciato il bouquet, non che ci tenessi particolarmente, non ne ho mai afferrato uno, anzi spesso andavo in bagno al momento del lancio, ma ammetto che mi piace vedere quanto si possa correre veloce su un decoltè da cerimonia.

Perchè le donne in questi momenti della festa, non importa se hanno mangiato più del consentito dai bottoni del loro vestito, non importa se hanno camminato per arrivare in chiesa su dei sassini irritanti, se sono state tre ore in piedi alla cerimonia solo per guardare bene ogni cosa, insomma non importa se siano dichiarabili quasi ‘inferme’ dopo una giornata ad un matirmonio, al lancio del bouquet, acquistano una forza che non sapevano nemmeno di avere, ritengo che il salto in alto sia stato ispirato da questo.

Gli uomini invece, quando la sposa lancia la giarrettiera, che ha la stessa valenza del bouquet per le donne, si dileguano alla velocità del suono e se sono costretti a rimaner li da fidanzate armate, state sicuri che a meno che la giarrettiera non gli si infili al collo come i giochini con i cerchi alle fiere, la vedo difficile che faranno qualcosa per accaparrarsi l’oggettino.

Sta di fatto che se ho constatato che cambiando nazionalità i matrimoni almeno nella cerimonia non cambiano, ho altrettanto dedotto che il mio modo di pensarla sul matrimonio è cambiata nel corso degli anni.

E’ cambiato sia riguardo alle feste di matrimonio, che al matrimonio giorno per giorno, e perchè no, anche riguardo all’amore, che dicono sia utile in questi casi, almeno quando un paio  scarpe basse di ricambio per la sposa, che una pensa sempre che non si nota tanto il vestito è lungo e invece si nota sempre….così nei matrimoni, l’amore è utile e si nota se non c’è o se cambia, anche se lo si nasconde sotto lunghi sorrisi.

08.10.10

Gusto Gelosia

Archiviato in Argomenti vari at 17:15 by vaniglia

Non credevo nella gelosia, bisogna ammettere che molti uomini ti sanno dare delle certezze tali che ti permettono di non esserlo, prima fra tutte la certezza che anche se potesse succedere, che un’altra si interessi a lui, te lo riporterebbe a breve, con lo scontrino e la scatola.

A me è successo, in momenti particolari, di credere che nessuna donna sana di mente sarebbe voluta essere al posto mio.

Con questo non voglio dare la totale colpa all’altro, diciamo che a volte nelle coppie entrano in circolo meccanismi tali che rendono il rapporto allettante come una serata al bocciodromo.

Però può succedere, perchè posso asserire che succede, che trovi qualcuno e ci stai talmente bene da provare anche ammirazione nei suoi confronti, e andando in giro ti senti un pò come un venditore di gelati dentro a un centro di dimagrimento per donne, tu sei il venditore, il tuo uomo il gelato, le altre..quelle a dieta.

A dieta di quello che per te è il massimo.

Magari fino al primo appuntamento nemmeno lo conoscevi, nemmeno lo consideravi e probabilmente anche le donne che non lo conoscono non lo trovano poi chissà cosa, ma da quel momento, dal momento in cui per te lui è…LUI, ritieni che ogni donna vorrebbe averlo.

Ma anche qui voglio continuare a dire che non credo nella gelosia, perchè la gelosia deve o dovrebbe essere basata su cose sensate.

Ad esempio il fatto che una ragazza gli sorrida, dicendo ‘posso fare qualcosa per te’, non può destare gelosia nel momento in cui siete appena entrati in un negozio di abbigliamento.

Nel caso in cui, vi troviate in un locale, una ragazza gli sorrida e mettendogli una mano sulla coscia gli dice ‘posso fare qualcosa per te?’, allora si, è il caso di essere gelose.

La modernità non aiuta chi è incline ad essere geloso.

Nell’antichità era così difficile poter corteggiare nonchè avere una donna che era impensabile che un uomo facesse tutto quel popo di lavoro per più di una.

C’era l’andare alla messa la domenica e lanciarsi sguardi tra un ave maria e l’altro, c’era il conoscere il padre, il fratello, il cugino e lo zio e dimostrare loro di essere un buon lavore in grado di dare una vita dignitosa alla futura moglie, c’erano serenate sotto la finestra, c’era da sudare insomma!

Ad oggi, per conquistare alcune donne per una notte, l’unica sudata che devi fare è per slacciare il reggiseno senza guardare nel sedile posteriore di un’auto.

Viceversa per conquistare un uomo,per una notte anche due, l’unica sudata che devi fare..è quella dopo quella che ha fatto lui  per slacciare il reggiseno.

Ok, ok, l’ ho messa sul paradossale.

O meglio, c’è stato un periodo della mia vita in cui ho creduto che tutto questo fosse paradossale.

Non è la norma, è uno spaccato della norma.

Altra cosa, in passato non c’era erano i telefoni, tanto meno i cellulari e internet.

Che se il cellulare ha fatto danno, internet ha dato il colpo di grazia.

Internet è come le vacanze al mare.

Coppie di adolescenti si sfasciavano per le vacanze al mare con i genitori.

Dove al chiaro di luna con il rumore del mare ti dimenticavi chi eri, da dove venivi e soprattutto con chi stavi.

Con internet navighi in mari infiniti.

Per essere specifici, con i social netowork che ti mettono in contatto con tutti, ma tutti, ma proprio tutti, la tua tranquillità va a farsi friggere.

Allora uno cosa deve sperare, di trovarsi sempre un compagno o compagna che ritiene attraente come uno stoccafisso?

Non lo so, ammetto che quando inizio un discorso mi piace trovargli una fine, ma a questo una fine univoca non l’ho trovata, una risposta valida.

Però una cosa me la sono detta, se ti stai mangiando un buonissimo gelato e sai esattamente che ci sono due cose che attirano l’attenzione, il sentirti parlare di quanto è buono e il vedere che non vuoi che nessuno lo assaggi….impara a mangiare con la bocca chiusa…

Giusto il tempo di fare tardi

Archiviato in Argomenti vari at 14:57 by vaniglia

Ho un’attitudine, ebbene sì, quella di riuscire ad essere sempre in ritardo. Che non è facile essere in ritardo, non puoi semplicemente temporeggiare, nessuno arriva in ritardo dicendo ‘scusa il ritardo ma sono rimasto sul divano seduto per dieci minuti senza far niente’.

Chi arriva in ritardo ha sembre delle buone scuse, che non sono scuse, chi è in ritardo è incline a trovarsi in situazioni che ostacolano il suo percorso.

Io in questo sono abilissima.

Dimenticarsi le chiavi della macchina in casa, abitando al terzo piano senza ascensore e convincersi che sono sul tavolo di cucina solo dopo che hai svuotato i tuoi tre metri quadri di borsa sull’asfalto del parcheggio è la più banale.

 

Rimanere chiusa dentro il garage, con il motore acceso, decidere di andare ad aprirlo da fuori, fare due rampe di scale di corsa, riscendere la rampa rotolando con tanto di slogatura alla caviglia, diventare sboccata perchè la chiave non apre nemmeno da fuori, sentirsi imbecille perchè ti accorgi che non si apre perchè quello NON è il tuo garage, bhè questa è la più divertente che mi è capitata…e non sto qui a dirvi cosa mi è successo la sera prima quando la macchina ce l ho messa nel garage…

Ma in assoluto quella che odio di più e che mi succede di frequente è che la macchinetta del caffè è sempre piena quando io ho fretta.

Che la macchinetta la compri perchè almeno il caffè lo fai ‘al volo’. Arrivi convinta a mandar giù la capsula e si blocca, perdi tre minuti a cercare di togliere il cassettino per svuotarla, lo togli e versi caffè ovunque, oggi poi non contenta ne ho versato in quantità industriale nel tappeto di cucina ma ovviamente me ne sono accorta solo quando ci ho messo il piede sopra, ovviamente senza ciabatte ovviamente con il calzino.

Sono uscita di corsa, con il piede zuppo di caffè dentro le mie shox e sono corsa a lavoro.

Corsa non nel senso fisico della corsa, ovviamente.

Gli uomini odiano dover aspettare le donne, io mi sono trovata un uomo che è più in ritardo di me.

L’unica occasione in cui ti è concesso di arrivare in ritardo è in chiesa il giorno del matrimonio.

Che io sta cosa non l ho mai capita.

Perchè una sposa deve arrivare in ritardo?

L’unico giorno in cui, hai chi ti pettina, ti trucca, ti veste, ti aspetta già con la macchina accesa sotto casa, di domenica, alle undici che in giro nemmeno i cani ci sono, devi arrivare in ritardo.Non hai giustificazioni!

A me non piace arrivare in ritardo senza una buona giustificazione, ma potrei sempre farmi un caffè il giorno del mio matrimonio…con il vestito bianco…sono sicura che batterei ogni record!

07.10.10

Tonificare..l’ autostima

Archiviato in Argomenti vari at 16:01 by vaniglia

Ho comprato un nuovo smalto, che si applica in un secondo (a dito, quindi dieci), si asciuga in sessanta….e si rovina in settanta…ma questo sull’etichetta non c’era scritto.

Ma che importa, credo di non avev mai finito uno smalto in vita mia, scelgo il colore in base all’umore e anche se si rovina tempo zero in un minuto e dieci secondi lo riapplico ed è asciutto, poi che debba ritoccarlo trenta volte, che nemmeno nel muro di casa mia per imbiancare hanno dato tre mani…è solo un dettaglio.

Rosso, stavolta rosso, non un rosso alla marylin ma abbastanza rosso, molto rosso se si paragona ai miei soliti rossi..

Mentre ero in profumeria con questo oggettino, di questo colore provocante mi sono chiesta ‘non è troppo?’

NON è TROPPO.

Uno smalto abbastanza rosso mi è sembrato per un attimo, ‘troppo’, troppo appariscente, troppo rosso, troppo.

La stagione passata ho visto una valletta di italia uno vestita di solo intimo e inquadrata solo dalla chiappa sinistra alla chiappa destra per tutte le sere a cena, e il mio rosso mi sambrava ‘troppo’.

L’ho comprato, messo e ritoccato già una volta e mi ci sento a mio agio.

Non mi sentirei a mio agio ad andare in onda inquadrata solo nelle parti da cui non escono parole, e nemmeno ambisco a farlo, ma è già un passo avanti.

Un passo avanti probabilmente verso un pò più di autostima, qualcuno ci ha vinto le elezioni con un ‘yes we can’.

Lo smalto rosso, accanto al fatto che ora posso dire realmente che faccio palestra hanno decisamente contribuito ad aumentare la mia autostima.

Non perchè abbia visto chissà quali risultati, anche se già il fatto che il mio sangue defluisca dai piedi a tutte le cosce anche in inverno mi pare già una gran cosa.

Anche il fatto che io non stramazzi più per terra dopo 15 minuti di allenamento,in cui l’allenatore gridava ‘ci stiamo solo scaldando’  e io rispondevo ‘io direi che ho già raggiunto la cottura’, mi fa stare meglio.

Il problema delle palestre è che in palestra c’è il rischio che incontri donne che hanno realmente l’aria di una che va in palestra.

Io ho l’aria di una che è amante della pizza, non che è amante della palestra.

Hanno una cosa che incremente la mia perplessità le palestre, gli specchi, posizionati in tutti i lati della stanza ti permettono di vederti in ogni angolazione, pensa te che fortuna!

Ho sostenuto per anni che le donne non hanno addominali bassi, in quanto la zona è occupata da ovaie, tube ecc.

In quanto io in quella zona non mai visto neinte che somigliasse ad un addominale.

Ebbene, o la bionda davanti a me non è una donna, oppure non ha le ovaie, tube, ecc.

Ovviamente ho optato per la seconda, ma ho saputo che ha un figlio, pure!..a quel punto ho pianto.

Ma poi è successo che la mattina dopo l’allenamento, alzandomi dal letto ho sentito un dolorino proprio li, nel basso ventre, ho avuto la prova tangibile che la sotto, gli addominali, ci sono…yes we can!

06.10.10

Se tu fossi me

Archiviato in Argomenti vari at 16:16 by vaniglia

Angolazioni..

A volte è necessario cambiare punto di vista, non necessariamente idea, basta il punto id vista.

Che il punto di vista è anche più importante dell’idea.

Uno può avere un idea, che spesso rimane astratta, ma la realtà si riscontra da quello che vediamo, e quello che vediamo, lo vediamo in un determinato modo perchè abbiamo il ‘nostro punto di vista.’

Quindi spesso mi capita di avere un’idea, di concentrarmi su di essa, di basare certe scelte e opinioni in base a quella, poi quando guardo la realtà, o per essere precisi, la Mia realtà, il mio punto di vista dal quale la guardo spesso non combacia con l’idea, con lidea con cui avrei voluto guardare quella

realtà.

Esattamente cosa voglio dire…che realtà tanto reale non è.

Non lo è quasi mai.

E per una come me che ci teneva sempre a distinguere il reale dall’irreale, la verità dalla bugia, sapere che nemmeno la realtà è reale.bhè..mi lascia un pò così.

Ma c’è qualcosa di sbagliato sicuramente, in questo mio ‘punto di vista’.

Esiste sicuramente un reale e un irreale che sia univoco, che non possa variare da nessun punto di vista.

Se una penna è rossa è rossa, se piove..piove.

Ma è probabile che ai miei occhi quella penna rossa sia rossa in un determinato modo e agli occhi di qualcun’altro in un altro.

O che guardando mentre fuori piove io vedo delle gocce, qualcun’altro altre, qualcun’altro solo una massa informe di luce riflessa..

E così nella vita, nei sentimenti, nei rapporti.

Quando sono arrabbiata, sto li e dico, “se ci fossi tu al mio posto che faresti??”.

e anche se mi dassero una risposta a che mi servirebbe?

Magari non farebbero niente perchè per loro è solo una goccia, magari farebbero peggio di me perchè è un temporale.

Ma in fondo, a me, di quello che farebbe un’altro al posto mio che mi frega?

C’è un modo per guardre gli altri per quello che sono e per quello che fanno e non per il modo in cui li vediamo e vorremmo che fossero?o che abbiamo paura che siano?

La realtà è reale, un chilo pesa un chilo tanto in braccio a me che a un altro, io faccio più fatica lui meno ma è pur sempre un chilo.

Non si può dire che il nostro pesa di più.

Non esiste nessun ’ io al posto tuo’ o ‘tu al posto mio’.

E da qui è cambiato il mio punto di vista.

Senza cercare di guardare il mondo dal punto di vista di qualcun’altro, mi sono ’arresa’ al fatto che vivendo cercando di modificare le realtà che non ci piacciono o cercando di controllarle cambierà solo il punto di vista da cui vedremo noi stessi.

Inquieti.

Inquieta.

La verità è che non si può controllare niente, nemmeno se stessi, perchè è odiosa la parola controllare.

La paura è la peggiore lente da usare per guardare la realtà.

..e io..non mi ricordo più che volevo dire..o forse l’ho già detto…punti di vista.