Tutti più buoni o quasi

27 Dicembre 2011 1 commento

I cassetti sono pieni di carte da regalo, buste e biglietti, le coccarde sono tenute come reliquie, fanno sempre comodo.Le credenze della cucina trabordano di panettoni, torroni e spumanti, il natale è passato ho un chilo in più e molti meno liquidi. Non parlo dei liquidi che avevo faticosamente perso in questo mese grazie alla dieta, iniziata prima di natale e quindi utile come i commenti che ho ricevuto in questi giorni di festa, parlo dei liquidi che sapevo che avrei misteriosamente perso ogni volta che sarei entrata in ogni tipo di negozio in questi giorni.

Sfoggiamo tutti almeno una sciarpa o un paio di guanti nuovo, giuriamo che l’anno prossimo spenderemo meno e mangeremo meno, perchè il natale ultimamente lo odiamo tutti, eppure lo festeggiamo in pompa magna ogni anno.

Abbiamo incontrato più persone che nell’ultimo intero anno, sorbendoci a rassegna le solite domande, dove hai cenato alla vigilia, dove pranzi a natale, che ti ha portato babbo natale e a me si aggiungeva un’altra inevitabile domanda, hai tagliato i capelli? che più che una domanda è un’affermazione, in quanto il taglio è piuttosto evidente, solo che non facevo mai in tempo a rispondere che subito incalzavano con “hai fatto bene, sembri più giovane”. Voleva essere un complimento, ne sono sicura, almeno quanto sono sicura che una mia risposta “allora dovresti tagliarli anche tu, visto che hai il doppio dei miei anni” sarebbe stato apprezzato molto come consiglio.

Lo ammetto, li ho mandati a fanculo tanti, quasi tutti, sorridendo pensavo, avere ventisette anni e dimostrarne, che so, ventisei dovrebbe farmi stare meglio?

I commenti sono stati variegati, spesso accompagnati da ammiccamenti che avrebbero voluto essere complici, come se avessi fatto una mossa azzeccatissima per ovviare agli anni che passano e io capivo che a natale non siamo tutti più buoni, no, approfittiamo per essere più inappropiati che possiamo, sperando che gli altri siano più buoni e non ci facciano caso.

Ebbene ci ho fatto caso sempre, prima e dopo natale, prima e dopo l’antipasto di pesce, ci ho fatto caso che le persone non si vogliono più bene, ci ho fatto caso che più una persona ti sorride e più probabilmente non ti sopporta, io ho sorriso molto.

Ma il natale è d’obbligo, come l’abito elegante ai matrimoni, lo stramaledici, stramaledici i soldi che devi spendere per comprarne uno, ma alla fine lo fai sempre, esattamente come per il natale.

Mio padre il natale non lo festeggia, è ateo, l’ateo più coerente che abbia mai visto, perchè di atei incorenti ne sono piene le chiese, specialmente alla messa di mezzanotte e quando mi chiedono perchè non si trova a tavola con noi, la risposta manda sempre di traverso il cocktail di gamberi a tutti.

La coerenza, la verità manda ti traverso molte cose.

Lui non rientra nelle omologazioni, lui non rientra in quasi nessuna delle comuni categorie, ed oggi mentre ascoltavo la radio ho saputo che in media gli italiani hanno speso 145 euro per questo natale, questa cifra a me non è bastata nemmeno per la cena della vigilia, degna figlia di mio padre non rientro mai in questo genere di categorie

Questo natale mi ha anche dimostrato che non rientro nemmeno in quella che vuole che siamo tutti più buoni a natale, talmente buoni da accettare di sentire cretinate sparate a raffica, anche se sono impacchettate  con tanto di coccarda che fa sempre comodo nei regali riciclati.

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Leggere attentamente il foglietto illustrativo

15 Dicembre 2011 3 commenti

Mentre sorseggiavo il solito caffè da fine giornata lavorativa, come sempre troppo bollente, cercavo qualcosa da leggere che non fosse il solito quotidiano tragico e pessimista, un allegato era quello che faceva al caso mio.

Argomento dell’allegato “trova il regalo giusto per questo natale”.

Cosa evidentemente più complicata che trovare il santo grall.

Si, perchè se non ci avete fatto caso siamo circondati da guide, supporti, istruzioni e manuali.

Gli antichi navigavano per mari sconosciuti seguendo stelle altrettanto sconosciute e noi siamo talmente rincoglioniti da non trovare nemmeno l’ikea.

O meglio, vogliono farci credere che lo siamo e devo ammettere che gli reggiamo piuttosto bene il gioco.

Il navigatore ti dice otto volte e dico otto volte che alla prossima devi girare a sinistra, mi stupisco che ancora non metta anche fuori il braccio per indicarti qual’è la sinistra.

Facciamo poche ferie, perchè i soldi sono quelli che sono, il lavoro quello che è, ma una cosa di certo è un bel pò che l’abbiamo messa in ferie, la mente.

Non ci dimentichiamo per niente al mondo il cellulare a casa perchè non sappiamo nemmeno il numero di casa nostra a memoria, ma ci dimentichiamo i figli in macchina.

No io dico, mi pare che qualche problemuccio ci sia.

L’elemento base di ogni invenzione degli ultimi dieci anni in poi ha come base un elemento imprescindibile, che tu non devi fare niente, fanno tutto loro.

Ti spiegano tutto loro, accendi la tv e il 90% dei programmi che non parlano di politica, che non fanno satira, che poi a volte sono confondibili, con l’unica differenza che nei primi ridi un pò meno, a parte questi dicevo, ci sono programmi che ti danno istruzioni.

Istruzioni su come vestrirti, su come mangiare, su come arredare casa tua, su come salvare la tua vita familiare, comunque vengono in contro a delle esigenze tue personali, non obbietto il fatto che molti di questi sono utili, necessari e realistici, io rimango perplessa proprio del contrario, di come siamo arrivati al punto che c’è così tanto bisogno di aiuto.

L’autonomia pare essere totalmente assente, non c’è più nessuno che ti dice che le cose sei in grado di farle benissimo da solo che il TUO modo lo devi trovare è fondamentale.

Detto ciò, presto scarteremo i regali, sotto a degli alberi montati seguendo le istruzioni e parenti invitati sempre seguendo altrettante istruzioni, sperando di non aver letto tutti lo stesso allegato.

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Manca il titolo

13 Dicembre 2011 1 commento

E’ metà pomeriggio ed è già buio, ed ho già sonno, praticamente ad oggi ho l’autonomia di una macchina elettrica.

Pochi chilometri, troppo pochi rispetto a quelli richiesti.

Perchè anche se sto qui, apparentemente a far niente, in questo far niente il mio contachilometri continua a girare e l’energia a scendere.

Questa cosa della dieta sta durando più delle due ore che sono durate tutte le mie altre ipotetiche diete.

Sto anche dimagrendo, alleluia si signore, la palestra inoltre sta entrando nelle cose che riesco a fare con una certa assiduità, non è ancora paragonabile allo shopping, ma non mi lamento.

Si può dedurre che ormai in palestra mi prendono in considerazione come una assidua e non come quella che fa il giorno di provaanche dal fatto che hanno iniziato a propormi l’abbonamento annuale.

L’unico abbonamento annuale che ho sfruttato in vita mia è stato quello a una rivista di moda, perchè mi arrivava direttamente a casa e oltretutto costava decisamente poco.

Ma per allettarmi all’idea di spende un bel po di più di quanto non possa spendere in dieci anni di abbonamenti a riviste, mi ci includono delle sedute in un macchinario  che fa bruciare il grasso localizzato, che in tre sedute GIURA di dare risultati visibili.

Dunque, io già sorridevo, quando mi ha parlato di macchinario CHE FA bruciare il grasso avevo già in mente che facesse tutto lui, quando mi ha detto TRE SEDUTE ero già contenta del fatto che potevo stare seduta e ovviamente non potevo essere felice del fatto che tutto ciò fosse in regalo.

Il mio sorriso è durato forse meno del mio entusiasmo.

Perchè in seguito ha specificato che:

- non è un macchinario passivo e quindi io devo fare movimento, calo di un buon 30% dell’entusiasmo

- non solo devo fare movimento, ma di certo non lo devo fare da seduta, altro 40% di calo

Con il restante 30% di speranza che in cuor mio era rimasta ho chiesto su che basi questo macchinario mi brucia i grassi in tre sedute sperando che non mi rispondesse con una fiamma ossidrica.

Ebbene, non c’ho capito assolutamente niente, ma lo ripeto come mi è stato detto, il movimento che si fa all’interno di questo macchinario avviene in “depressione”, il muscolo lavora in “depressione”, si toglie ossigeno dai muscoli e tutto è molto più efficace ma soprattutto faticoso…e se posso aggiungere mi pare il minimo che sia in omaggio, perchè non so che effetto fa ai miei muscoli la depressione, ma so che tutto ciò l’ha fatta venire a me.

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la lista dei Desideri

2 Dicembre 2011 Nessun commento

Di tutta questa “storia” del natale non so quale sia la cosa che più mi piace, le cose che non mi piacciono le so alla perfezione,  ma per il resto non so se mi affascinano di più le strade illuminate, gli alberi addobbati, i regali, le mangiate fatte di carboidrati di quelli veri alla faccia della dieta, c’è l’imbarazzo della scelta, ma come dicevo, probabilmente la cosa che mi piace di più del natale sono i desideri.

Le “whislist”, le letterine di natale, tutti quei pensieri che volteggiano intorno ad un “vorrei”, poi tutto ciò è accompagnato anche dall’arrivo dell’anno nuovo e la cosa alimenta ancora di più i nostri desideri, è come se in un mondo, in un’era di desideri off limits, questo periodo dell’anno ci permetta questo lusso.

All’incirca ogni due o tre mesi avevo di che ridire sulla mia linea, più o meno come capita a tutti, stai li davanti allo specchio e pensi che devi fare qualcosa al riguardo, non per gli altri, non per moda, ma per te stesso e i sette paia di jeans che non ti entrano più.

Ma i vorrei, con il dimagrire funzionano poco, garantisco, e per poco intendo per niente.

Così armata di fiducia mi sono addentrata in un mondo che ho sempre visto e sentito solo in tv.

I personal Treiner, quelle persone che so li apposta per dirti che  puoi farcela, e mentre sei li con il tuo programma alimentare e la tua scheda della palestra in mano, ti rivedi l’immagine di qualche diva di hollywood con un fisico da urlo che sorridente dice “non faccio attività sportiva ne diete” e ti verrebbe voglia di picchiarla.

Pensavo fosse più semplice, la palestra più della dieta, devo ammetterlo, perchè un’altra delle doti del personal treiner è quella di farti sembrare, semplice,fico,fattibile ogni tipo di cosa.

Riscaldamento, cosa semplice ed elementare, cammino nel tapis roulant, passo veloce s’intende, quella accanto a me corre..si si, lei corre, per l’esattezza corre da 25 minuti e pure in salita, ma non è stanca, non fa espressioni strane e non ha la respirazione accellerata.

Riguardo il mio display, cammino ormai da 15 minuti, il passo lo reggo bene ma già so che ormai vado avanti per inerzia, se perdo il passo verrei catapultata dal rullo nella sala spinning, voglio provare a correre anch’io, accellero il passo, pochi secondi dopo mi trovo a fare quella che si può definire corsetta veloce.

Sono ancora in piedi, non mi sono esplose coronarie varie, mi dico che va meno peggio di quello che pensassi, penso addirittura che potrei finire gli ultimi 5 minuti di questo passo…la mia convinzione inizia a scemare, i piedi si fanno più pensanti di quando portavo quelle zeppe alla ‘cugini di campagna’, ormai la testa mi pensola qua e in la, mi dico vabbhè cinque minuti saranno quasi passati ormai…guardo il display, era appena passato un minuto e mezzo.

Stessa delusione l’ho avuta in sala pesi, mentre riprendevo fiato dalla mia corsetta di un minuto e mezzo che mi ha fatto sentire in forma come topo gigio, aspettavo di fare quello che stavano facendo tutti gli altri, alzare pesi con faccia convinta di chi è felice di fare uno sforzo di fronte ad uno specchio.

C’è chi alza cose tipo 30 kg, parlo di donne, ebbene, a me il bilancere senza niente mi sembrava pure troppo.

Dopo un’ora sono andata a farmi la doccia, con il passo di chi si sente soddisfatto di se stesso per aver portato il suo culo in palestra dopo una giornata di stress e solo per questo si merita di essere in forma.

Per farmi lo shampo ho assunto posizioni improbabili, tenere in alto phon e spazzola non è mai stato tanto difficile, mi tramava tutto, mi sono sentita un’ottantenne.

Ma cosa c’entra tutto questo con il natale e i desideri? Bhè, perchè invece di entrare in palestra, sinceramente stanca di una giornata assolutamente snervante, avrei voluto un bel piatto di pasta e una serata in cui non aver niente da fare…ed ho continuato a pensarlo per tutto l’allenamento, ma non perchè non fossi contenta di fare quello che stavo facendo, ma perchè i vorrei li trovo indispensabili.

Pensarlo è un pò come farlo, questo mi sono detta, questo mi ripeto quando devo far qualcosa che non mi va.

Il vorrei dimagrire l’ho abbandonato e mi sono concentrata sui fatti,sui “voglio”,  se raggiungerò il mio obbiettivo,dirò a tutti che non faccio palestra ne diete, dirò che è accaduto per miracolo, desiderio esaudito da babbo natale, e non l’ ha fatto tanto per me, quanto per punire tutti quelli che ti incontrano e ti parlano solo per dirti che sei ingrassato.

 

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Natale: usi e consumi

23 Novembre 2011 2 commenti

Di idee malsane e improbabili su come spendere soldi, ne ho sempre avute in abbondanza, ma con internet è come avere un motore di ricerca costante di nuovi bisogni.

Le palle di natale, voglio dire, niente di più semplice, vai compri, inserisci il gangetto, appendi, questo ripetuto più volte e tempo due ore hai fatto.

Macchè, le palle di natale adesso puoi fartele da sola.E risparmi (loro lo dicono io credo che avrei risparmiato se avessi potuto proiettare un ologramma di un albero di natale, avrei risparmiato anche tempo).

Questa cosa del fai da te, collegata al consumismo solito e maggiorato da questa ricorrenza, mi sta dando alla testa.

Siamo neanche a fine novembre, ho abbastanza addobbi per il rockfeller center.

Questo natale sono persino riuscita a saltare il problema regalo, nessun regalo, con il mio compagno abbiamo deciso di risparmiare, volevo provare per una volta l’ebrezza di veder passare l’assegno della tredicesima anche dal conto corrente e non solo dal contante al negozio.

Ma non potevo rimanere con le mani in mano, allora ho deciso che mi sarei dedicata agli addobbi, alla cucina, alla festa di per se.

Ho scoperto, sempre grazie ad internet, che potevo creare dei fantastici biscotti natalizi decorati, mi sentivo l’aiutante di babbo natale come mai in vita mia, la glassa reale, non so se mi spiego, biscotti a forma d’albero decorati..roba che da soddisfazione, così che alla fine delle feste mentre guardi quei tre chili in più che ti salutano dallo specchio, puoi dire fiera, li ho fatti con le mie mani!

Sto facendo le prove, con i biscotti intendo, per non arrivare impreparata, mi è letteralmente esploso un sach a poche pieno di cioccolato addosso, situazione che se fosse accaduta nella preparazione del pranzo di natale, avrei potuto prendere a schiaffi le renne che ho intenzione di mettere fuori dal portone.

Invece no, ho giocato d’anticipo per evitare intoppi.

Tra poco è natale insomma, festa in cui il consumismo è lecito e che ci frega della crisi ma mi sono appena messa a dieta, i biscotti li sfornerò e basta e i regali li lascerò per i saldi, insomma consumerò poco, perchè quast’anno ha decisamente consumato me.

 

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Cambio ugualmente

16 Novembre 2011 3 commenti

E’ un periodo confusionario, fatto di cambiamenti, cambiamenti di clima, cambio dell’armadio,del governo, di taglio dei capelli.

Non ci sono più le mezze stagioni, io non ho più le mezze misure.

La settimana scorsa giravo con giacchettino leggero e maglietta, ad oggi, ogni mattina estraggo a caso maglioni dal sottovuoto, ho i maglioni sottovuoto come le conserve della nonna.

Un mese fa giravo con i capelli che toccavano metà schiena, oggi non mi toccano neanche le orecchie.

Due mesi fa ogni mattina mi alzavo e pensavo dov’ero il giorno che a scuola ti insegnavano che nella vita devi cercare in ogni modo di  fare quello che ti piace..senza mai trovare risposta, oggi sulla scrivania del mio capo ci sono le mie dimissioni che praticamente tenevo nel cassetto già un mese dopo la mia assunzione, sei anni fa.

Quanto vorrei essere oggi all’uscita di quelle scuole superiori, con il trucco improbabile e un abbigliamento che non aveva ancora trovato un suo perchè, a chiedermi “cosa voglio fare nella vita?”, non sarebbe stato importante avere già la risposta, sarebbe stato importante che almeno mi fossi posta realmente la domanda.

Ma non piangiamoci addosso, mai e poi mai, tutto scorre talmente veloce e mutabile che è impensabile star li a perder tempo, e anche quando sembra di averlo perso tanto, non è mai così.

Ieri sera sommersa da settimane di lavatrici da stirare che ho ignorato, tra una passata di ferro e l’altra mi sono guardata un telefilm su canale 5, ho riviso Marco Columbro, per me  è stato come rivedere un vecchio amico, un parente e con lui altri attori bravi italiani che sembravano scomparsi, offuscati dalla banda di storditi senza infamia e senza lode  che girano sugli schermi negli ultimi anni.

Questo cosa c’entra?

Non lo so, magari tutto questo cambiamento mi ha fatto notare le cose che rimangono sempre uguali, come il taglio di capelli di Alba Parietti..come il fatto che probabilmente le domande  giuste te le poni solo nel momento in cui sai rispondere e dalle risposte ti accorgi che anche tu sei sempre uguale in fondo.Dico in fondo perchè uguali in tutto non si rimane mai, certi comportamenti, pensieri inevitabilmente cambiano, ma si rimane sempre uguali a se stessi…se si ha la fortuna di aver capito che essere se stessi è l’unica cosa importante.

 

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Cos’è Normale?

8 Novembre 2011 Nessun commento

Ogni tanto mi prendono queste crisi esistenziali, non del genere, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, quelle sono più che altro domande che ti poni dopo un viaggio di dodici ore in aereo appena atterrato in un’isola tropicale per le tue vacanze dove ha pensato a tutto la tua agenzia viaggi.

Non sto nemmeno troppo a pensare cosa facciano nell’area51, cosa sia successo a Roswell, cosa sia accaduto nel cervello di Terry De Nicolò per fa si che i suoi neuroni non si siano più potuti incontrare e mai più si incontreranno, no forse a questo un pò ci ho pensato, lo ammetto.

La mia crisi esistenziale sta tutta in una domanda, che mi pogo più e più volte, in più e varie occasioni: “ma è normale?”

Da quando una cosa è diventata normale solo perchè fatta e sostenuta da più di due persone?

Ci sono programmi in tv che se ho avuto una giornata stressante, io non devo guardare.

Tipo le Iene, io tre servizi di seguito, che ti mostrano cose dell’altro mondo, non li posso vedere senza essere colpita da un tic nervoso.

Cose dell’altro mondo.

Ma se siamo qui tutti i giorni a dire che non ci sono altre forme di vita intelligenti nell’universo, di quale altro mondo parliamo?di quali forme intelligenti più che altro.

Insomma io stavo seduta li a gustarmi la mia cena, e mi sento questa affermare che le racchie se ne devono stare a casa, che se vuoi avere successo nella vita devi passare sopra agli altri e se sei una bella donna, il tuo corpo è uno strumento e tu devi usarlo e tuo pro e guadagno. Ma se il corpo è uno strumento, che deve essere usato, il cervello, in tal caso, è stato restituito perchè ritenuto superfluo e non richiesto?

E’ probabile, finchè la materia grigia non può essere inserita all’interno di un push up, a certe persone serve veramente a poco.

Il mio compagno mi ha praticato una manovra antisoffocamento, certe cose mi vanno proprio di traverso.

Ma è normale, che una che fa la escort venga intervistata per dire che il femminismo era questo che voleva, la libertà della donna e quindi che ci lamentiamo fare, qui sono caduta direttamente dalla sedia.

Questa signorina non so chi sia, so cosa fa perchè era scritto nella didascalia sotto al suo nome, ma non ho ancora capito perchè parla in pubblico.

Ma non era di questo che volevo parlare, non è questo, solo questo che mi turba, è che a me le cose normali mi piacciono così tanto, solo che mi sta sorgendo il dubbio su cosa si stia intendendo per normale.

Quindi mi è sorto un altro dubbio, siamo al punto in cui tutto è diventato normale o dove niente è più normale?

Sono sincera, ormai sopporto poco e niente, ma anche questo pare che sia normale.

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Donne con le Gonne

21 Ottobre 2011 4 commenti

Pochi giorni fa mi trovavo in uno di quei posti in cui sei quasi “obbligato” a leggere le riviste, scandaliste per lo più, in una sala d’attesa del dentista. Sì, perchè dopo che ti sei letto tutti i quadretti appesi, gli opuscoli contro le carie, gli annunci di badanti italiane in cerca di lavoro non ti resta che prendere quel cacchio di giornale con la copertina dagli angoli più che piegati e sfogliarla, se ti va bene è di almeno sei mesi prima.

Ma poco importa, i gossip non scadono.

Così, sfoglia che ti risfoglia, tra una foto pizzicata su qualche yacth in sardegna, qualche famiglia famosa che presenta i figli al resto del mondo, con mamme vestite di tutto punto, in perfetta forma e con i capelli appena sfornati dal salone di bellezza, incappo su un articolo di una giornalista, che racconta uno spaccato di gioventù di oggi, parla di ragazze di oggi e delle minigonne.

Nonostante la minigonna abbia i suoi anni, sta sempre li in pole position, una foto che confermava l’articolo mostrava un gruppo di ragazze milanesi fuori da un qualche locale in, tutte rigorosamente in minigonna e tacchi alti.

Non si faceva del banale bigottismo nell’articolo, ma si poneva l’attenzione su come un capo di moda, che se portato nel giusto modo non è neanche volgare, sia invece usato come ‘strumento’, o in maniera impropria e poco elegante.

Messa a qualunque ora del giorno, certe minigonne dalla lunghezza improbabile e sopra gambe nude anche a dicembre, ha fatto sorgere nella giornalista un dubbio, ma le donne di oggi perchè ci tengono tanto a mettersi in mostra?

Lo psicologo ha detto che succede perchè la tv ci insegna che più mostri più vali.

Ho chiuso il giornale e l’ho ributtato su quel tavolino.

Quel giorno non ero dal dentista per me, ma sono uscita da li che sentivo la lingua che batteva sul dente che duole, e io questo dente me lo devo togliere.

Ho pensato e rimuginato sull’argomento non so nemmeno io quanto, sono io che sono “all’antica”?non percepisco il senso?Non vi pare che ormai siamo andati ben oltre all’emulazione di qualche velina in tv?

Qui ormai si parla di stili di vita, del valore che si da a se stesse.

C’ho pensato anche io a questa cosa qua, quella che le donne, giovani e meno giovani al giorno d’oggi si svestono più del dovuto, ma non parlo di quella foto davanti ad un locale il sabato sera, parlo dei social network, che ti spiattellano la realtà in faccia senza filtri, ragazze, ragazzine, donne, provocanti, ammiccanti seminude, in vetrina e a volte in “vendita”.

Ok l’emancipazione, ok la libertà, ok tutto quello che vuoi, sei avanti, sei disinibita, ma il mondo seriamente si sta spaccando in due. Alle Iene hanno fatto un serivzio su un gruppo di attiviste ucraine che protestano contro il turismo sessuale.

Li sanno cosa vuol dire essere in vendita, li e in altri mille posti.

C’è una differenza sostanziale, come non sottolinearla, li si parla di sfruttamento, qui di gioco, di scelta personale, anche solo di mostrarsi e niente più.

“E niente più” è quello che alla fine ti capita di pensare, che sotto certe minigonne oltre alle gambe non c’è di più e me ne dispiace, mi dispiace soprattutto che pare ci siamo dimenticati di quanto siano belle le donne anche e soprattutto sotto ben altri aspetti e che a dimenticarcelo spesso siamo noi per prime.

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Reality…Irreali

11 Ottobre 2011 4 commenti

Succede sempre così, capita che sei una sera sola a casa, che hai il totale e completo monopolio del telecomando, e nei milleduecento canali della tua tv a pagamento non passano neanche un film che ti piaccia…succede sempre ed è successo anche ieri sera, tipica serata di inizio autunno, in cui stai avvolta in sette strati di coperta in pile e già indossi calzini termici perchè i tuoi piedi hanno già raggiunto la temperatura minima concessa ad un corpo vivente.

Così facevo zapping e mio malgrado sono finita sul un canale Real, fatto cioè di reality di vario genere, che spaziano dal quanto sei grasso, quanto sei brutto, quanto sei single, quanto hai ridotto male casa tua.

Un’inifita serie di programmi che giurano di migliorare la tua vita, subito dopo averti fatto notare quanto facesse schifo prima del loro arrivo.

Ieri sera era la serata del “ma come ti vesti”, che il titolo già di per se lascia trapelare senza troppa vergogna un sottotitolo ovvio, “fai schifo renditene conto”.

Ed in effetti, ci sono state puntate in cui realmente ho visto persone che sembravano scegliere i vestiti da ubriachi, totale assenza di criterio, nella scelta dei materiali, dei colori, del buon senso e gusto.

Quindi il più delle volte ti trovi li ad annuire con faccia indignata sprezzante del fatto che stai seduta davanti a quella televisione con un abbigliamento che non ha un senso ne un perchè, i pantaloni sono quelli della tuta che hai un pò stinto con la candeggina, la maglietta è femminile quanto uno scaricatore di porto, eppure non ci vuoi far caso, perchè in quel momento a quanto pare c’è chi sta peggio di te.

Comunque il loro lavoro lo fanno e lo fanno pure bene, ti parlano di chiffon, cromature, nuance, abbinamenti, e tu ammmicchi come fosse pane per i tuoi denti, pare tutto così ovvio, guardi il look finale, ti stampano accanto il cartellino con il prezzo, e ti accorgi che per “il look da ufficio” la nostra cara amica a speso metà dello stipendio di quell’ufficio.

Quindi le cose son due, o una settimana si e una no vai in ufficio in pigiama tanto per depistare dal fatto che ti sei potuta permettere un solo look da ufficio, oppure io non mi spiego come possono pensare che una comuna mortale possa spendere così tanto, tutto insieme.

Rammaricata ho aspettato che finisse il reality, che in realtà di reale aveva bene poco, ho ripensato anche al fatto che quando sei li, di fronte a scaffali pieni di vestiti, almeno io, vado in tilt completo, compro una cosa qua e una la che alla fine insieme le potrò mettere solo ed esclusivamente nella busta al momento dell’acquisto.

Dopo tutto ciò ad invadere il mio schermo è arrivato un’altro show, donne alla ricerca di un vestito da sposa, all’interno di un’atelier americana che ti concede un’ora di appuntamento, tu, le tue amiche, tua madre, e un’ora di tempo.

Dai tre ai sei mila dollari per un vestito da indossare un giorno.

Almeno li c’è un’addetta al tuo servizio che scorrazza su e giù per il mega negozio solo per accontentarti, amata provvigione, in Italia non abbiamo questa buona abitudine, quindi se già ti sembra difficile abbinare qualcosa, ti sembrerà ancora più difficile farlo con una commessa che ti guarda da un angolo mentre parla al telefono degli affari suoi e quasi sicuramente indossa i pantaloni che stai provando tu, solo due taglie meno.

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Amore…da Film

23 Settembre 2011 1 commento

imagesI film d’amore, che siano in chiave comica o romantica da glicemia alta, sono per le donne un metro di misurazione del loro livello di soddisfazione in campo amoroso.

Siamo leggermente, sottolineo, leggermente masochiste in certi contesti.

Ma non quel masochismo spicciolo che ci hanno attribuito, quello che rimanda al fatto che, più son stronzi e più ci piacciono, no no, quello è ego, ego femminile che non si da pace di fronte ad un caso disperato di uomo sprovvisto di sentimenti…sentimenti verso di noi in particolare.

Luoghi comuni, siamo talmente pieni di luoghi comuni sugli uomini, le donne e  l’amore, che quando in determinate situazioni si presenta l’occasione di dare quel qualcosa in più, di dimostrare qualcosa prima di tutto a noi stessi, molto spesso facciamo un passo indietro e ci nascondiamo dietro ad uno di loro.

I luoghi comuni non hanno bisogno di scuse, non aggiuntive per lo meno, c’è l’uomo che non è fatto per i legami, quello che pensa ancora alla ex, anche se non si è ben capito quale, la donna incapace di restare calma all’interno di un rapporto che non dura da più di due settimane senza sentire l’irrefrenabile bisogno di giurare amore eterno, insomma, ci sono proprio tutti.

 I film d’amore dicevo, si scelgono i film d’amore per tre motivi, perchè si è all’inizio di una storia e siccome con lui non si può già fantasticare su come saremo tra dieci anni senza essere lasciate nel bel mezzo di una cena a 50 km da casa,  il film serve da proiettore di tutte le nostre aspettative, quali dichiarazioni romantiche, notti di passioni interminabili, e chissà, matrimoni felici e figli allegri. In questi casi molto spesso il film serve da riempitivo. Anche se a nessuna capiterà  mai di fare vasi di creta con il proprio fidanzato e soprattutto  nessuna donna sana di mente lo farebbe nel salotto di casa sparando creta ovunque.

Ma il masochismo di cui parlavo nasce in ben altri contesti, quelli in cui un film d’amore è utile al tuo cuore come un’infarto.

Situazioni in cui persino il video noleggio si rifiuta di sputare quel maledetto dvd, in quanto ti ha visto con gli occhi gonfi già alla lettura del trailer.

Eppure c’è come un bisogno inconscio di sanare il nostro lato romantico, abbiamo bisogno di novanta minuti di film che ci dimostri che non sono tutti stronzi.

In genere il film finisce bene, anzi da contratto i film d’amore devono finire bene, è la tua serata che non finisce altrettanto bene ne è un chiaro segno il pacco di biscotti che ti guarda vuoto e sbriciolato.

Fortunatamente questi periodi durano poco, un’altro luogo comune è che si sta male per una storia la metà del tempo che è durata…assolutamente falso, si può star male secoli per storie mai realmente iniziate, e non star male affatto per storie lunghe.

Il bello, concedetemelo, dell’amore, anche quando tanto bello non ci sembra, è che non segue nessun luogo comune, vedi bene che di film d’amore ne hanno fatti a bizzeffe, e i film d’amore sono i luoghi comuni per antonomasia, eppure non capita quasi mai di sentire che ”a tizia con tizio è successo proprio come in quel film”…anzi si dice proprio il contrario…”che ti sei fatta un film”!

Ma avevo detto che i film d’amore si guardano per tre motivi, il terzo è per puro compiacimento, quando sai che puoi sederti li e nessuna scena ti farà singhiozzare se non per felice commozione, e non importa se non ci sono biscotti in casa, se tutto è come deve essere.

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