Tutti più buoni o quasi
I cassetti sono pieni di carte da regalo, buste e biglietti, le coccarde sono tenute come reliquie, fanno sempre comodo.Le credenze della cucina trabordano di panettoni, torroni e spumanti, il natale è passato ho un chilo in più e molti meno liquidi. Non parlo dei liquidi che avevo faticosamente perso in questo mese grazie alla dieta, iniziata prima di natale e quindi utile come i commenti che ho ricevuto in questi giorni di festa, parlo dei liquidi che sapevo che avrei misteriosamente perso ogni volta che sarei entrata in ogni tipo di negozio in questi giorni.
Sfoggiamo tutti almeno una sciarpa o un paio di guanti nuovo, giuriamo che l’anno prossimo spenderemo meno e mangeremo meno, perchè il natale ultimamente lo odiamo tutti, eppure lo festeggiamo in pompa magna ogni anno.
Abbiamo incontrato più persone che nell’ultimo intero anno, sorbendoci a rassegna le solite domande, dove hai cenato alla vigilia, dove pranzi a natale, che ti ha portato babbo natale e a me si aggiungeva un’altra inevitabile domanda, hai tagliato i capelli? che più che una domanda è un’affermazione, in quanto il taglio è piuttosto evidente, solo che non facevo mai in tempo a rispondere che subito incalzavano con “hai fatto bene, sembri più giovane”. Voleva essere un complimento, ne sono sicura, almeno quanto sono sicura che una mia risposta “allora dovresti tagliarli anche tu, visto che hai il doppio dei miei anni” sarebbe stato apprezzato molto come consiglio.
Lo ammetto, li ho mandati a fanculo tanti, quasi tutti, sorridendo pensavo, avere ventisette anni e dimostrarne, che so, ventisei dovrebbe farmi stare meglio?
I commenti sono stati variegati, spesso accompagnati da ammiccamenti che avrebbero voluto essere complici, come se avessi fatto una mossa azzeccatissima per ovviare agli anni che passano e io capivo che a natale non siamo tutti più buoni, no, approfittiamo per essere più inappropiati che possiamo, sperando che gli altri siano più buoni e non ci facciano caso.
Ebbene ci ho fatto caso sempre, prima e dopo natale, prima e dopo l’antipasto di pesce, ci ho fatto caso che le persone non si vogliono più bene, ci ho fatto caso che più una persona ti sorride e più probabilmente non ti sopporta, io ho sorriso molto.
Ma il natale è d’obbligo, come l’abito elegante ai matrimoni, lo stramaledici, stramaledici i soldi che devi spendere per comprarne uno, ma alla fine lo fai sempre, esattamente come per il natale.
Mio padre il natale non lo festeggia, è ateo, l’ateo più coerente che abbia mai visto, perchè di atei incorenti ne sono piene le chiese, specialmente alla messa di mezzanotte e quando mi chiedono perchè non si trova a tavola con noi, la risposta manda sempre di traverso il cocktail di gamberi a tutti.
La coerenza, la verità manda ti traverso molte cose.
Lui non rientra nelle omologazioni, lui non rientra in quasi nessuna delle comuni categorie, ed oggi mentre ascoltavo la radio ho saputo che in media gli italiani hanno speso 145 euro per questo natale, questa cifra a me non è bastata nemmeno per la cena della vigilia, degna figlia di mio padre non rientro mai in questo genere di categorie
Questo natale mi ha anche dimostrato che non rientro nemmeno in quella che vuole che siamo tutti più buoni a natale, talmente buoni da accettare di sentire cretinate sparate a raffica, anche se sono impacchettate con tanto di coccarda che fa sempre comodo nei regali riciclati.

I film d’amore, che siano in chiave comica o romantica da glicemia alta, sono per le donne un metro di misurazione del loro livello di soddisfazione in campo amoroso.


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