La vera casalinga disperata

12 Aprile 2012 3 commenti

La pazienza è la virtù dei forti, come donna devo attingere spesso a questa virtù, quando chiedo una tg 42 ad una commessa e mi porta una 44 perchè secondo lei è quella la mia taglia e soprattutto quando faccio le pulizie di casa.

Fare la casalinga è qualcosa di sadico, mi sta capitando di farlo da qualche mese mentre aspetto di rientrare a lavoro. Una donna che lavora e pensa anche alla casa è fornita di qualche speciale superpotere sconosiuto alla scienza.

Rientri a casa nella pausa pranzo (se sei fortunata) e mentre cucini qualcosa di commestibile rifai i letti e sistemi quel disastro di vestiti che con molta probabilità hai lasciato sparsi ovunque in quei cinque minuti mattutini che hai per prepararti.

Non sono mai stata un tipo mattiniero che alle prime luci dell’alba è già pimpante e attiva.

Donne che apparecchiano la tavola con mille cose al mattino ed hanno già la casa che brilla sono state avvistate solo nelle pubblicità.

Così come quelle che cantano passando lo straccio e lo fanno vestite di tutto punto con tanto di scarpe col tacco. Un’utopia.

Quando faccio le pulizie sono vestita peggio di quelli dell’isola dei famosi, sbuffo, sudo e mi domando perchè dovrei essere felice di spolverare e fare lavatrici.

La Nasa si è occupata del problema, sfornano panni antistatici che dovrebbero attirare la polvere e risolverti con il minimo sforzo il problema, ma il problema reale è che la polvere vive di vita propria, riaffiora nel giro di poche ore e tutto questo ti fa sentire come un criceto che gira nella ruota mattino e sera.

Il problema peggiora appunto quando sei in casa sempre, perchè hai la casa con i suoi ripiani, i suoi angolini tutto il giorno davanti agli occhi e quindi ti accorgi, in diretta, di come tutto riassume l’aspetto di trasandato nel giro di poco.

Ma qualcuno lo deve pur fare, certo è inevitabile, non nascondo la mia soddisfazione a pulizie finite, il pavimento che brilla e quell’aria pulita che si respira, ma quando ci vendono l’ultimo sgrassatore o panno multiuso dovrebbero almeno evitare di farcelo sembrare il risolutore di tutti i nostri problemi.

E’ tutto semplice nelle pubblicità, è semplice combattere gli inestetismi della cellulite, è semplice far sparire le rughe, è semplice e divertente pulire casa. Mi sento presa in giro, non mi è mai capitato di spingere il taovolo apparecchiato dentro la lavastoviglie, anzi non credo sia capitato a nessuno.

Ci vogliono far sentire le regine della casa, che hanno come scettro lo spazzolone e conoscono la pozione segreta dell’anticalcare.

Ammiro le donne che fanno le casalinghe e sono felici, ammesso che esistano, io l’unica soddisfazione che trovo sta nell’acquistare i prodotti per le pulizie, si quelli delle pubblicità che ho criticato, che ci posso fare, è pur sempre shopping.

 

La vita va presa di tacco

28 Marzo 2012 Nessun commento

Cose che fanno riflettere. Stavo li ad aspettare il mio turno, in maniera educata, volevo un caffè. In ordine mi sono passate avanti almeno tre persone.Non avevo fretta ma la calma mi stava abbandonando, non avevo neanche i tacchi, quindi se non alzavo una mano  il barista nemmeno mi avrebbe vista.

Cose che fanno riflettere, ero scesa a fare colazione con i miei due cani, dei tre io ero la più spettinata e mal vestita, in genere quando hai un bel pò di tacchi, i capelli almeno pettinati e se vuoi anche un viso meno pallido della mozzarella di bufala, in genere la gente ti cede anche il suo posto.

Ma stamani no, stamani con le scarpe da ginnastica e la tuta avrei potuto affrontare con successo una corsa veloce, ma non un caffè entro la mezz’ora.

La gente tende a scavalcarti, a passarti avanti, al bar, al supermercato, nei parcheggi e che te lo dico a fare, nella vita.

Per chi come me non è abituato a dare gomitate o alzare la voce per farsi sentire molto spesso capita di restare indietro e solitamente questo non ti fa avere la nomea di quella educata e corretta, della cogliona si, ma non corretta.

Di corretto oggi c’è poco e niente, non ci sono le mie occhiaie corrette, il mondo del lavoro, tutto richiede preparazione, abile, precisa e costante.

Tutto è più che altro scorretto,truccato, e non sto parlando dei visi delle dive in tv, che ti sorridono dallo schermo con quella pelle perfetta e quel fisico statuario e tu di tutta risposta alzi il dito medio con quello smalto messo la sera prima e con i segni della federa del cuscino.

Non siamo perfette, quasi mai, essere perfetti è un lavoro e non possiamo essere anche questo.

Madri, mogli, amiche, figlie, lavoratrici e pure perfette, con il vetito giusto, la risposta giusta, il fisico giusto, tutto questo è ingiusto.

Non mi interessa poi così tanto essere perfetta o almeno è quello che ci diciamo, ma l’ambizione c’è, è una lunga strada in salita, che vale la pena di percorrere per migliorarsi e mai per competere, ma una cosa è certa, non sperare che almeno in questa scalata puoi scegliere scarpe comode, un tacco dodici fa sempre comodo….alzano, anche se di poco, già la tua autostima.

 

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I calzini single

10 Marzo 2012 3 commenti

Vorrei poter proporre un nuovo studio da effettuare, per scoprire dove vanno a finire i calzini dopo la lavatrice.

Ad oggi ho almeno trenta calzini single, separati dalla loro metà, a me questa cosa affascina, diverte quasi, al mio compagno un pò meno, per i suoi calzini rimasti soli ha chiamato “chi l’ha visto”.

Così mi sono liberata dell’incombenza della lavatrice, ma non mi sento affatto sola in questo mio comportamento, potrei formare un gruppo di sostegno per donne che perdono i calzini, ebbene si non sono l’unica, pare essere una prerogativa tutta al femminile, prendiamo i panni dal cesto con la stessa accortezza di una ruspa e infiliamo tutto in lavatrice, così accade che i calzini si perdono, la lavatrice è come un buco nero.

Gli uomini dal canto loro hanno la capacità di trovare tesori egizi nascosti da millenni ma sono totalmente incapaci di trovare qualcosa in casa che sia più piccolo di un elefante femmina in gravidanza.

Se dici, “è nel cassetto”, devi augurarti che non si trovi sotto, dietro o leggermente nascosto da qualunque altra cosa perchè altrimenti non la troverà mai, ma non ti dirà che non lo trova, dirà che NON C’E’.

A volte anche i figli si potrebbero perdere in un appartamento di 70 mq, mai far giocare vostro figlio piccolo e vostro marito a nascondino perchè lo ritrova dopo il diploma.

Ma, come dicevo, se sei una donna fortunata può capitarti che qualche lavoro di casa riesci a delegarlo a lui, anche se ci metterà il doppio del tempo che ci metti tu e non dovrai farglielo notare perchè lui ti farà notare come non stendevi i calzini per gradazione di colore in base all’usura.

Esistono le donne “false magre”, ed esistono gli uomini “falsi inetti”, le false magre riescono abilmente a nascondere i chili di troppo, i falsi inetti a nascondere capacità nascoste e in alcuni casi anche il pollice opponibile pur di non darti una mano.

I più grandi chef sono uomini e riescono anche a cucinare senza sporcare una batteria di pentole da 50 pezzi, quindi non è vero che gli uomini non sanno cucinare e  non possono imparare, è una bufala pari ai pantaloni push up.

Però a loro fa comodo così, pensa se si azzardassero anche solo una volta a cucinare qualcosa più dei 4 salti in padella, tu glielo richiederai, una e più volte e questo non deve accadere.

Ma con i falsi inetti hai qualche possibilità, il problema incombe con “gli impediti”.

L’impedito ha un passato burrascoso, costellato da madri, zie e nonne che gli hanno rifatto il letto e ripiegato le magliette almeno fino alla notte prima delle nozze.Ed oltre.

L’impedito poi sa essere ingannatore, probabilmente ti ha invitato a cena a casa sua almeno due o tre volte, ha ordinato la cena in rosticceria, ha apparecchiato e sparecchiato, per poi farsi una doccia defaticante, ma ti ha lasciato credere quanto basta.

L’impedito sa esserlo in ogni campo, nella gestione della casa, dei figli, in vacanza, sempre, e di solito sostiene di aver sposato una dea, si la dea Kali, perchè lei riesce a fare mille cose contemporaneamente sostenuta solo dallo sguardo di lui, che la guarda come ti guardano i tupi compagni di scuola durante li esami di maturità, vorrebbero aiutarti, ma proprio non possono.

Poi, insieme ai panda, tra le specie protette dal wwf e dalle ddm (donne del mondo), c’è l’uomo emancipato, quello che se hai dodici buste della spesa lui cerca di prendere almeno undici, quello che non ritiene che apparecchiare faccia parte degli sport estremi insieme al bunji jumping, quello che se avete un figlio non ritiene che il suo ruolo di padre si sia esgregiamente concluso nel momento in cui il test era positivo, quello insomma che ogni donna vorrebbe.

Non posso mettere tra le capacità quella di trovare le chiavi della macchina senza l’ausilio del metal detector, come non posso mettere  per la donna che ogni uomo vorrebbe quella di lasciare insieme almeno una coppia di calzini solo perchè ci sono cose per cui abbiamo necessariamente bisogno dell’altro, per fortuna aggiungo, altrimenti ad oggi non sarebbero solo i miei calzini a rimanere single.

 

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Anima gemella, aggiungi al carrello.

7 Marzo 2012 Nessun commento

Se cerchi qualcosa oggi lo trovi su internet, che siano vestiti, borse, cellulari, mutande usate, la donna o l’uomo della tua vita, chissà se per quest’ultima c’è la spedizione gratuita.

Già, perchè il mondo si divide in quelli che cercano l’amore e quelli che cercano di farlo.

Trova l’anima gemella, inserisci il tuo cap e ti arriva una lista di uomini e donne  più vicine a te che con le loro foto ammiccanti cercano di mostrarti chi sono.

Conosco persone che stanno insieme da dieci anni e ancora non hanno capito chi sono.

C’è l’uomo separato, da poco, che anche se la moglie si è fatta trovare a letto con un’altro è convinto che probabilmente non la meritava. C’è la donna che ha trovato il marito a letto con un’altra ed è convinta che se avesse fatto più palestra o le rughe non fossero arrivate questo non sarebbe successo.

C’è il single incallito che scrive di voler ammirare il tramonto con una donna al suo fianco, che è stanco di una vita senza stabilità ed è convinto che da qualche parte ci sia la donna che fa per lui, almeno finchè il sole non sorge il mattino dopo. Ovviamente.

C’è quello che come in un famoso film di Verdone, scrive vedovo, stanco di una moglie che ogni sera solo perchè deve pensare ai figli alla casa e al lavoro, gli ripete di essere stanca morta, mentre si volta dall’altra parte nel letto.

C’è da dire che gli uomini che cercano una donna online, probabilmente pensano anche che una donna che cerca un uomo online non sia seria.

Sono più sinceri altri siti di incontri, tipo quello apposito per gli incontri extraconuigali, roba che è stata capace di farmi venire il mal di mare stando seduta alla scrivania.

Uno contesto del genere permette il delitto perfetto, hanno lo stesso muovente, troveranno un alibi, non ci saranno testimoni.

Poi ti capita chi ti domanda, quando ti sposi? L’ipocrisia con questo contesto…..ci va a nozze!

Le persone sono infelici, in amore la maggior parte sono infelici, perchè ormai l’amore si cerca come io cerco di trovare un correttore che nasconda queste maledette occhiaie, cosa più unica che rara.

Diciamo che utlimamente, le persone più che l’amore cerchino di non rimanere soli.

La solitudine spaventa, probabilmente più dell’essere dichiarata morta dal profilo del marito su un sito di incontri.

Una volta ad una mega svendita di articoli firmati in cima ad uno scaffale vidi un paio  di Gucci prezzate €75,00, ho creduto di avere una visione invece era proprio così,ma c’era un ma, il numero, erano mezzo numero più del mio, ma credete che questo mi abbia fermata?anche fossero state un 45 probabilmente le avrei comprate.

Lo stesso accade in certi amori, e da fuori ovviamente si nota ancora meglio, chi di noi non ha un’amica che sono anni che cammina con uno stretto 38 nonostante le servisse almeno un 40?

L’ho fatto anch’io, chi non l’ha fatto, ma ormai posso dire che  il mio numero lo riconosco da lontano e posso anche dire che  piuttosto andrei scalza ,certi calli sono più dolorosi di quelli che ti provocano un paio di decoltè cinesi.

 

 

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Donne e Shopping, gioie e dolori

13 Febbraio 2012 Nessun commento

Qest’anno lo shopping mi è letteralmente sfuggito di mano, i saldi sono stati come quegli uomini che sono sinceri fin dal prim oappuntamento, tutti ne parlano ma nessuno li ha mai visti davvero.

Così ho fatto io, avevo progettato una scaletta che prevedeva città da visitare, non per i musei o quant’altro, ma per i negozi, ognuna di noi ha una rosa di negozi che anche fossero a Kathmandu, in questi casi diventano accessibili anche senza navigatore.

Poi è accaduto qualcosa, mia madre ha pronunciato la frase che forse non sentivo dagli anni novanta, da prima del mio primo bancomat, “andiamo a fare shopping, pago io”.

Detto ciò io sono stata colpita da ogni tipo di forma influenzale che sia stata riconosciuta quest’anno, l’Italia è stata colpita da un’ondata di freddo e neve che in genere capita una volta ogni trent’anni.

Capisco che magari questa frase le sia scappata in un attimo di demenza, ma bastava dirmi che ci aveva ripensato non c’era bisogno di scatenare tutto questo pur di tenermi lontana dai negozi.

Bloccata in casa come un gatto che graffia la porta avrei potuto aprire il mio mondo di shopping virtuale se non fosse per il fatto che probabilmente il pacco mi sarebbe stato consegnato tra mesi. Cosa esilarante è stata notare come io mi ricordi esattamente una dozzina di password di siti di shopping online, ma sia riuscita a dimenticare per l’ennesima volta quella del sito della mia banca, volevo vedere il saldo del bancomat, volevo almeno farmi un’idea di cosa mi sarei potuta comprare.

Se fossi nata qualche secolo indietro il problema sarebbe praticamente dimezzato, se non inesistente.

Nel mio armadio ci sarebbero forse e dico forse una decina di abiti, bustino strizza trippa, gonna ampia che risolve il problema alla radice e chiuso il discorso. Oggi c’è troppa scelta, oggi ogni stagione sembra che quella precedente eri vestita come una barbona.

Si, sto flututtando nel frivolo, non mi interessa, come uno a dieta che passa di proposito davanti alle pasticcerie, io chiusa in casa non ho fatto altro che guardare programmi di moda, anzi veri e propri programmi di shopping. C’è gente esperta che dispensa consigli, prendo appunti registro puntante, poi arrivo nei negozi e l’adrenalina è talmente tanta che scelgo i vestiti con il gusto di suor Concetta.

Esco sempre e dico sempre dai negozi con un paio di jeans e un maglioncino, nero per lo più, scollato ma neanche tanto sicuramente di una taglia in più.

Poi incroci le altre, le altre donne, ne apprezzi la gonna, lo stivale, la collana, l’abbinamento dei colori, ti autoflagelli con la tua shopping bag e ti chiedi ma dove sbaglio?

Perchè non è detto che il fatto che ti piace fare shopping sia sinonimo del fatto che ti piace quello che compri.

Il più delle volte io sono più che altro colpita da dei raptus durante i quali non è importante il cosa, trovassi aperto solo un negozio di pesca un paio di galoche verde muschio probabilmente sarebbero il migliore dei miei acquisti.

Sono degli acquisti seriali, come gli omicidi…questo mese, secondo la mia banca,  la mia  vittima si chiama Fido.

 

 

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Arrivederci Amore Ciao

3 Febbraio 2012 3 commenti

Se alla fine di una storia d’amore, più o meno lunga, più o meno struggente, vi vorreste arrotolare in un piumone,  scolandovi bottiglie di vino e cantando canzoni d’amore come un noto film a noi donne insegna, scordatevelo.

Recentemente sono stata molti giorni arrotolata intorno ad un piumone, ma non scolavo vino bensi sciroppi per la tosse e quant’altro necessario a debellare un’influenza morbosa, in tutto ciò a farmi compagnia c’erano i mille canali della tv a pagamento che fortunatamente abbiamo e sono incappata per caso in un nuovo reality che ti rimette in sesto dopo che sei stato lasciato.

Ammetto che la prima puntata ero piuttosto scettica e abbastanza delirante, lo scetticismo era dovuto al fatto che in quella puntata il protagonista era un uomo…e ammetto che non me lo aspettavo, il delirio più che alto era dovuto alla febbre alta, lo ammetto.

Comunque, mi si è aperto un mondo.

Esiste il personale trainer e lo sappiamo, il personal shopper e lo amiamo, ma il personal love trainer, bhè questo è un fiore all’occhiello.

Un uomo che sta li apposistamente a fare quello che il lui o la lei che vi ha abbandonato non ha avuto il coraggio e probabilmente nemmeno le capacità di fare, cioè farvi sfogare, farvi tirare fuori tutto quello che questo distacco vi ha lasciato dentro, nel momento in cui il vostro amore o quello che credavate lo fosse è svanito chiudendo quella porta quando se n’è andato.

In più annaffia la vostra autostimia, si perchè in quei momenti siete come le piante del mio terrazzo,dimenticate,appassite, morte dentro.

Fatto il lavoro più difficile, ripulito il vostro cuore, svuotato il rancore e quindi sgonfiato il fegato, si occupano di un’atro aspetto, il vostro aspetto.

Si perchè anche se vi ha lasciato non è necessario che abbiate l’aspetto di chi ha perso i bagagli in un viaggio di dodici ore in aereo e ormai si trova in paese tropicale da tre giorni con gli stessi vestiti, senza spazzola e phon.

Ma in quei momenti sembra necessario che tutto di noi dica quanto si soffre, ecco perchè c’è anche chi ti porta a fare shopping, ti ridona un aspetto degno di nota, anche migliore, ti cambiano look, ti portano da un parrucchiere e i tuoi capelli ringraziano, un make up artist ti dimostra che un correttore fa la differenza, insomma ti tolgono dalla testa l’idiota idea che sei brutta perchè lui ti ha lasciato.

Insomma ho gradito molto, è vero che mi è tanto cara l’immagine di Briget Jhones che si dispera per amore, più che altro perchè ha comunque un lieto fine, nonostante si stiri i capelli con il ferro da stiro, anche se sono convinta che l’appretto sia ottimo come lacca, nonostante indossi mutande contenitive e quant’altro,lei ce la fa senza personal trainer, personal shopper, personal love trainer e questo perchè alla fine credo sia fondamentale avere un’ottima personal…ità.

Come le piante grasse dell’altro mio terrazzo, impavide, ad agosto e anche oggi con la neve che cade forte, loro stanno li, sempre verdi, sempre forti,non hanno neanche le spine e poi a me non sembrano neanche poi così grasse.

 

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Tutti più buoni o quasi

27 Dicembre 2011 1 commento

I cassetti sono pieni di carte da regalo, buste e biglietti, le coccarde sono tenute come reliquie, fanno sempre comodo.Le credenze della cucina trabordano di panettoni, torroni e spumanti, il natale è passato ho un chilo in più e molti meno liquidi. Non parlo dei liquidi che avevo faticosamente perso in questo mese grazie alla dieta, iniziata prima di natale e quindi utile come i commenti che ho ricevuto in questi giorni di festa, parlo dei liquidi che sapevo che avrei misteriosamente perso ogni volta che sarei entrata in ogni tipo di negozio in questi giorni.

Sfoggiamo tutti almeno una sciarpa o un paio di guanti nuovo, giuriamo che l’anno prossimo spenderemo meno e mangeremo meno, perchè il natale ultimamente lo odiamo tutti, eppure lo festeggiamo in pompa magna ogni anno.

Abbiamo incontrato più persone che nell’ultimo intero anno, sorbendoci a rassegna le solite domande, dove hai cenato alla vigilia, dove pranzi a natale, che ti ha portato babbo natale e a me si aggiungeva un’altra inevitabile domanda, hai tagliato i capelli? che più che una domanda è un’affermazione, in quanto il taglio è piuttosto evidente, solo che non facevo mai in tempo a rispondere che subito incalzavano con “hai fatto bene, sembri più giovane”. Voleva essere un complimento, ne sono sicura, almeno quanto sono sicura che una mia risposta “allora dovresti tagliarli anche tu, visto che hai il doppio dei miei anni” sarebbe stato apprezzato molto come consiglio.

Lo ammetto, li ho mandati a fanculo tanti, quasi tutti, sorridendo pensavo, avere ventisette anni e dimostrarne, che so, ventisei dovrebbe farmi stare meglio?

I commenti sono stati variegati, spesso accompagnati da ammiccamenti che avrebbero voluto essere complici, come se avessi fatto una mossa azzeccatissima per ovviare agli anni che passano e io capivo che a natale non siamo tutti più buoni, no, approfittiamo per essere più inappropiati che possiamo, sperando che gli altri siano più buoni e non ci facciano caso.

Ebbene ci ho fatto caso sempre, prima e dopo natale, prima e dopo l’antipasto di pesce, ci ho fatto caso che le persone non si vogliono più bene, ci ho fatto caso che più una persona ti sorride e più probabilmente non ti sopporta, io ho sorriso molto.

Ma il natale è d’obbligo, come l’abito elegante ai matrimoni, lo stramaledici, stramaledici i soldi che devi spendere per comprarne uno, ma alla fine lo fai sempre, esattamente come per il natale.

Mio padre il natale non lo festeggia, è ateo, l’ateo più coerente che abbia mai visto, perchè di atei incorenti ne sono piene le chiese, specialmente alla messa di mezzanotte e quando mi chiedono perchè non si trova a tavola con noi, la risposta manda sempre di traverso il cocktail di gamberi a tutti.

La coerenza, la verità manda ti traverso molte cose.

Lui non rientra nelle omologazioni, lui non rientra in quasi nessuna delle comuni categorie, ed oggi mentre ascoltavo la radio ho saputo che in media gli italiani hanno speso 145 euro per questo natale, questa cifra a me non è bastata nemmeno per la cena della vigilia, degna figlia di mio padre non rientro mai in questo genere di categorie

Questo natale mi ha anche dimostrato che non rientro nemmeno in quella che vuole che siamo tutti più buoni a natale, talmente buoni da accettare di sentire cretinate sparate a raffica, anche se sono impacchettate  con tanto di coccarda che fa sempre comodo nei regali riciclati.

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Leggere attentamente il foglietto illustrativo

15 Dicembre 2011 3 commenti

Mentre sorseggiavo il solito caffè da fine giornata lavorativa, come sempre troppo bollente, cercavo qualcosa da leggere che non fosse il solito quotidiano tragico e pessimista, un allegato era quello che faceva al caso mio.

Argomento dell’allegato “trova il regalo giusto per questo natale”.

Cosa evidentemente più complicata che trovare il santo grall.

Si, perchè se non ci avete fatto caso siamo circondati da guide, supporti, istruzioni e manuali.

Gli antichi navigavano per mari sconosciuti seguendo stelle altrettanto sconosciute e noi siamo talmente rincoglioniti da non trovare nemmeno l’ikea.

O meglio, vogliono farci credere che lo siamo e devo ammettere che gli reggiamo piuttosto bene il gioco.

Il navigatore ti dice otto volte e dico otto volte che alla prossima devi girare a sinistra, mi stupisco che ancora non metta anche fuori il braccio per indicarti qual’è la sinistra.

Facciamo poche ferie, perchè i soldi sono quelli che sono, il lavoro quello che è, ma una cosa di certo è un bel pò che l’abbiamo messa in ferie, la mente.

Non ci dimentichiamo per niente al mondo il cellulare a casa perchè non sappiamo nemmeno il numero di casa nostra a memoria, ma ci dimentichiamo i figli in macchina.

No io dico, mi pare che qualche problemuccio ci sia.

L’elemento base di ogni invenzione degli ultimi dieci anni in poi ha come base un elemento imprescindibile, che tu non devi fare niente, fanno tutto loro.

Ti spiegano tutto loro, accendi la tv e il 90% dei programmi che non parlano di politica, che non fanno satira, che poi a volte sono confondibili, con l’unica differenza che nei primi ridi un pò meno, a parte questi dicevo, ci sono programmi che ti danno istruzioni.

Istruzioni su come vestrirti, su come mangiare, su come arredare casa tua, su come salvare la tua vita familiare, comunque vengono in contro a delle esigenze tue personali, non obbietto il fatto che molti di questi sono utili, necessari e realistici, io rimango perplessa proprio del contrario, di come siamo arrivati al punto che c’è così tanto bisogno di aiuto.

L’autonomia pare essere totalmente assente, non c’è più nessuno che ti dice che le cose sei in grado di farle benissimo da solo che il TUO modo lo devi trovare è fondamentale.

Detto ciò, presto scarteremo i regali, sotto a degli alberi montati seguendo le istruzioni e parenti invitati sempre seguendo altrettante istruzioni, sperando di non aver letto tutti lo stesso allegato.

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Manca il titolo

13 Dicembre 2011 1 commento

E’ metà pomeriggio ed è già buio, ed ho già sonno, praticamente ad oggi ho l’autonomia di una macchina elettrica.

Pochi chilometri, troppo pochi rispetto a quelli richiesti.

Perchè anche se sto qui, apparentemente a far niente, in questo far niente il mio contachilometri continua a girare e l’energia a scendere.

Questa cosa della dieta sta durando più delle due ore che sono durate tutte le mie altre ipotetiche diete.

Sto anche dimagrendo, alleluia si signore, la palestra inoltre sta entrando nelle cose che riesco a fare con una certa assiduità, non è ancora paragonabile allo shopping, ma non mi lamento.

Si può dedurre che ormai in palestra mi prendono in considerazione come una assidua e non come quella che fa il giorno di provaanche dal fatto che hanno iniziato a propormi l’abbonamento annuale.

L’unico abbonamento annuale che ho sfruttato in vita mia è stato quello a una rivista di moda, perchè mi arrivava direttamente a casa e oltretutto costava decisamente poco.

Ma per allettarmi all’idea di spende un bel po di più di quanto non possa spendere in dieci anni di abbonamenti a riviste, mi ci includono delle sedute in un macchinario  che fa bruciare il grasso localizzato, che in tre sedute GIURA di dare risultati visibili.

Dunque, io già sorridevo, quando mi ha parlato di macchinario CHE FA bruciare il grasso avevo già in mente che facesse tutto lui, quando mi ha detto TRE SEDUTE ero già contenta del fatto che potevo stare seduta e ovviamente non potevo essere felice del fatto che tutto ciò fosse in regalo.

Il mio sorriso è durato forse meno del mio entusiasmo.

Perchè in seguito ha specificato che:

- non è un macchinario passivo e quindi io devo fare movimento, calo di un buon 30% dell’entusiasmo

- non solo devo fare movimento, ma di certo non lo devo fare da seduta, altro 40% di calo

Con il restante 30% di speranza che in cuor mio era rimasta ho chiesto su che basi questo macchinario mi brucia i grassi in tre sedute sperando che non mi rispondesse con una fiamma ossidrica.

Ebbene, non c’ho capito assolutamente niente, ma lo ripeto come mi è stato detto, il movimento che si fa all’interno di questo macchinario avviene in “depressione”, il muscolo lavora in “depressione”, si toglie ossigeno dai muscoli e tutto è molto più efficace ma soprattutto faticoso…e se posso aggiungere mi pare il minimo che sia in omaggio, perchè non so che effetto fa ai miei muscoli la depressione, ma so che tutto ciò l’ha fatta venire a me.

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la lista dei Desideri

2 Dicembre 2011 Nessun commento

Di tutta questa “storia” del natale non so quale sia la cosa che più mi piace, le cose che non mi piacciono le so alla perfezione,  ma per il resto non so se mi affascinano di più le strade illuminate, gli alberi addobbati, i regali, le mangiate fatte di carboidrati di quelli veri alla faccia della dieta, c’è l’imbarazzo della scelta, ma come dicevo, probabilmente la cosa che mi piace di più del natale sono i desideri.

Le “whislist”, le letterine di natale, tutti quei pensieri che volteggiano intorno ad un “vorrei”, poi tutto ciò è accompagnato anche dall’arrivo dell’anno nuovo e la cosa alimenta ancora di più i nostri desideri, è come se in un mondo, in un’era di desideri off limits, questo periodo dell’anno ci permetta questo lusso.

All’incirca ogni due o tre mesi avevo di che ridire sulla mia linea, più o meno come capita a tutti, stai li davanti allo specchio e pensi che devi fare qualcosa al riguardo, non per gli altri, non per moda, ma per te stesso e i sette paia di jeans che non ti entrano più.

Ma i vorrei, con il dimagrire funzionano poco, garantisco, e per poco intendo per niente.

Così armata di fiducia mi sono addentrata in un mondo che ho sempre visto e sentito solo in tv.

I personal Treiner, quelle persone che so li apposta per dirti che  puoi farcela, e mentre sei li con il tuo programma alimentare e la tua scheda della palestra in mano, ti rivedi l’immagine di qualche diva di hollywood con un fisico da urlo che sorridente dice “non faccio attività sportiva ne diete” e ti verrebbe voglia di picchiarla.

Pensavo fosse più semplice, la palestra più della dieta, devo ammetterlo, perchè un’altra delle doti del personal treiner è quella di farti sembrare, semplice,fico,fattibile ogni tipo di cosa.

Riscaldamento, cosa semplice ed elementare, cammino nel tapis roulant, passo veloce s’intende, quella accanto a me corre..si si, lei corre, per l’esattezza corre da 25 minuti e pure in salita, ma non è stanca, non fa espressioni strane e non ha la respirazione accellerata.

Riguardo il mio display, cammino ormai da 15 minuti, il passo lo reggo bene ma già so che ormai vado avanti per inerzia, se perdo il passo verrei catapultata dal rullo nella sala spinning, voglio provare a correre anch’io, accellero il passo, pochi secondi dopo mi trovo a fare quella che si può definire corsetta veloce.

Sono ancora in piedi, non mi sono esplose coronarie varie, mi dico che va meno peggio di quello che pensassi, penso addirittura che potrei finire gli ultimi 5 minuti di questo passo…la mia convinzione inizia a scemare, i piedi si fanno più pensanti di quando portavo quelle zeppe alla ‘cugini di campagna’, ormai la testa mi pensola qua e in la, mi dico vabbhè cinque minuti saranno quasi passati ormai…guardo il display, era appena passato un minuto e mezzo.

Stessa delusione l’ho avuta in sala pesi, mentre riprendevo fiato dalla mia corsetta di un minuto e mezzo che mi ha fatto sentire in forma come topo gigio, aspettavo di fare quello che stavano facendo tutti gli altri, alzare pesi con faccia convinta di chi è felice di fare uno sforzo di fronte ad uno specchio.

C’è chi alza cose tipo 30 kg, parlo di donne, ebbene, a me il bilancere senza niente mi sembrava pure troppo.

Dopo un’ora sono andata a farmi la doccia, con il passo di chi si sente soddisfatto di se stesso per aver portato il suo culo in palestra dopo una giornata di stress e solo per questo si merita di essere in forma.

Per farmi lo shampo ho assunto posizioni improbabili, tenere in alto phon e spazzola non è mai stato tanto difficile, mi tramava tutto, mi sono sentita un’ottantenne.

Ma cosa c’entra tutto questo con il natale e i desideri? Bhè, perchè invece di entrare in palestra, sinceramente stanca di una giornata assolutamente snervante, avrei voluto un bel piatto di pasta e una serata in cui non aver niente da fare…ed ho continuato a pensarlo per tutto l’allenamento, ma non perchè non fossi contenta di fare quello che stavo facendo, ma perchè i vorrei li trovo indispensabili.

Pensarlo è un pò come farlo, questo mi sono detta, questo mi ripeto quando devo far qualcosa che non mi va.

Il vorrei dimagrire l’ho abbandonato e mi sono concentrata sui fatti,sui “voglio”,  se raggiungerò il mio obbiettivo,dirò a tutti che non faccio palestra ne diete, dirò che è accaduto per miracolo, desiderio esaudito da babbo natale, e non l’ ha fatto tanto per me, quanto per punire tutti quelli che ti incontrano e ti parlano solo per dirti che sei ingrassato.

 

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